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Cancro al seno: pubblicato su The Lancet nuovo studio tutto italiano

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Roma, 12 marzo 2015 – La prestigiosa rivista The Lancet ha pubblicato uno studio clinico del Gruppo Italiano Mammella (GIM). La ricerca è stata svolta in 81 centri oncologici della Penisola (tra il 2004-2006) da Lucia Del Mastro, Sabino De Placido, Paolo Bruzzi, Michele De Laurentiis, Corrado Boni, Giovanna Cavazzini, Antonio Durando, Anna Turletti, Cecilia Nisticò, Enrichetta Valle, Ornella Garrone, Fabio Puglisi, Filippo Montemurro, Sandro Barni, Andrea Ardizzoni, Teresa Gamucci, Giuseppe Colantuoni, Mario Giuliano, Adriano Gravina, Paola Papaldo, Claudia Bighin, Giancarlo Bisagni, Valeria Forestieri e Francesco Cognetti. Lo studio, che voleva esaminare il ruolo dell’aggiunta di fluorouracile alla chemioterapia nel migliorare la prognosi del tumore iniziale alla mammella operabile diffuso ai linfonodi (linfonodo-positivo), ha ridotto il rischio di recidiva e morte in queste pazienti. I ricercatori hanno arruolato 2.091 donne con tumore alla mammella linfonodo-positivo in stadio iniziale, trattate con un regime di chemioterapia intensa (‘dose-dense’), costituito da epirubicina, ciclofosfamide e paclitaxel ogni due settimane, rispetto al trattamento standard somministrato ogni tre settimane, con aggiunta o meno di fluorouracile e le hanno suddivise in quattro gruppi a seconda del trattamento. Dopo 5 anni, hanno osservato che il trattamento intenso migliorava la sopravvivenza libera da malattia (81% vs 76%, per intenso vs standard) e quella globale (94% vs 89%, per intenso vs standard), mentre l’aggiunta di fluorouracile alla chemioterapia non offriva alcun beneficio, ma ne aumentava la tossicità. I risultati dello studio sono un ulteriore esempio del grande contributo italiano, attraverso il gruppo cooperativo GIM, sulla pratica clinica quotidiana a livello mondiale.

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