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Oltre la malattia


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Bicicletta: palestra a costo 0 per cuore, muscoli e articolazioni

Roma, 20 aprile 2018 – Tre italiani su quattro possiedono una bici, e il 50% di loro la usa quotidianamente per spostarsi in città. Motivi economici, ma anche il desiderio di vivere in modo più ecologico e tenersi in forma. Le due ruote consentono a chiunque, bambini, adulti e anche agli anziani, di rimanere in salute senza doversi sottoporre a pesanti allenamenti. Il movimento in sella rinforza il cuore che resiste alla fatica con minor sforzo. Quindi, frequenza cardiaca e pressione diminuiscono; inoltre migliora la circolazione venosa e linfatica degli arti inferiori; previene il gonfiore alle gambe; tonifica polpacci, glutei e muscoli lombari. Pedalare è una vera e propria palestra su due ruote e svolta correttamente preserva le articolazioni dal rischio di traumi e il rischio di patologie come l’osteoporosi. Oltre il 50% del peso corporeo si scarica infatti sulla sella, senza stressare troppo ginocchia, femore e caviglie. La pedalata ha, infatti, un impatto minore sulle articolazioni rispetto altre attività aerobiche come la corsa.

Per mettere a frutto le nostre pedalate, basta scegliere il ritmo più adatto al nostro fisico:
1. Allenamento lento sulla lunga distanza: è il metodo raccomandato a chi inizia, perché permette di aumentare progressivamente la distanza percorsa senza compiere sforzi eccessivi.
2. Allenamento sul ritmo: è consigliato a chi ha il fisico allenato e vuole mantenersi tonico in sella alla bici, magari da corsa. Comporta un aumento dell’intensità di pedalata e un’andatura veloce da mantenere costante senza strappi per una breve durata (da pochi minuti fino a un massimo di 20-30 minuti).


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Allarme degli esperti: nei Paesi poveri un farmaco su 10 è 10 falso

Roma, 19 aprile 2018 – “Il mercato delle medicine contraffatte è una minaccia che sta mettendo a rischio i pazienti in tutto il mondo”. E’ questo l’allarme lanciato dagli esperti riuniti a Londra nei giorni scorsi per l’evento “Fight the Fakes” promosso dall’University College di Londra. Durante l’incontro sono stati ricordati i dati dell’Oms sulle pillole ‘taroccate’: nei Paesi a basso reddito 1 farmaco su 10 è falso. E questo mercato è in mano ad organizzazione criminali. Michael Deats dell’Oms, invitato a ‘Fight the Fakes’, ha mostrato un video di un’incursione in una fabbrica di falsi farmaci in Africa Occidentale: si vedevano uomini confezionare bottiglie di vetro riempite di antibiotici da distribuire ai bambini con infezioni polmonari. Il liquido arrivava da contenitori di plastica sporchi e contaminati con E.Coli. “Gli antimicrobici e gli antimalarici sono i farmaci falsi più comunemente commercializzati”, ricorda un editoriale pubblicato su ‘The Lancet Respiratory Medicine’ che fa una sintesi di ‘Fight the Fakes’ e analizza il fenomeno delle medicine contraffatte. “Uno studio basato sui dati dell’Oms – osserva l’editoriale – ha stimato tra 79 mila e 169 mila i bambini che potrebbero morire ogni anno di polmonite perché vengono trattati con antibiotici falsi”. In un altro video presentato sempre da Michael Deats si vedono 5 bambini di un’area rurale della Repubblica Democratica del Congo ricoverati in ospedale con la stessa serie di sintomi: distonia, paralisi degli arti superiori e lingua sporgente.


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Sale e zucchero: attenti a quei due

Roma, 18 aprile 2018 – Ormai è dimostrato: ogni giorno mettiamo in pericolo la nostra salute giorno con un consumo eccessivo di zucchero e sale. L’utilizzo del primo è triplicato negli ultimi 50 anni, mentre l’uso del secondo supera di quasi dieci volte le reali necessità individuali.

Lo zucchero: se preso in eccesso è un eccezionale fornitore di calorie. E la pandemia di obesità che lo zucchero alimenta non è che la punta di un iceberg sotto il quale vengono innescati molti processi tossici per il fegato e tutta una serie di patologie che hanno a che vedere con la sindrome metabolica. Può, inoltre, agire sul cervello creando dipendenza e un suo utilizzo sempre maggiore.

Il sale: se assunto in eccesso, vale a dire più di 5 g al giorno, può essere responsabile di differenti patologie, prima fra tutte l’ipertensione, specie in chi è già predisposto. Ma assumerne troppo può favorire anche la ritenzione idrica e l’escrezione renale di calcio, aumentando il rischio di osteoporosi.
Chissà, magari tra qualche tempo saranno riportate anche sulle confezioni di zucchero e sale le lugubri scritte che troviamo sulle scatole di sigarette. Non ci sarebbe poi tanto da meravigliarsi…


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Linkage, un progetto dell’Istituto dei Tumori di Milano per aiutare i cinesi ad accedere alle cure

Milano, 14 aprile 2018 – Per superare le barriere linguistiche e culturali che impediscono un tempestivo accesso ai servizi sanitari e una corretta relazione medico-paziente, l’Istituto nazionale dei tumori di Milano ha attivato due anni fa un progetto dedicato alla popolazione cinese.

L’iniziativa «Linkage» comprende un servizio permanente di mediazione linguistica e culturale per accogliere e assistere i pazienti cinesi affetti da malattie oncologiche e residenti in Italia. Per favorire la prevenzione e la cura dei tumori nella comunità cinese di Milano, inoltre, domenica 15 aprile è stata organizzata una giornata di sensibilizzazione e formazione insieme all’Associazione degli Alumni dell’Università di Zhejiang in Italia, con il patrocinio di Salute Donna Onlus e dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).

Nel corso dell’incontro, verranno illustrate le principali regole per evitare l’insorgenza dei tumori: non fumare, tenere sotto controllo il peso, evitare l’abuso di alcol, seguire una dieta equilibrata e sottoporsi agli esami di screening.

«La lotta al cancro non può e non deve avere confini – afferma il professor Giuseppe Procopio, Responsabile S.S. dell’Oncologia Medica Genitourinaria dell’INT di Milano -. Quella cinese è la quarta comunità straniera residente nel nostro Paese. Si tratta di una popolazione relativamente giovane e sana ma comunque esposta lo stesso al rischio di cancro. Noi oncologi siamo sempre più chiamati ad assistere pazienti provenienti dalla repubblica popolare asiatica».

In Italia, secondo i dati Istat del 2016, i cinesi sono quasi 334 mila, l’8,5% dei non italiani. Solo a Milano la comunità cinese è composta da oltre 35 mila persone facendone la città con la popolazione cinese residente più numerosa di tutta l’Italia. Più del 40% dei cittadini stranieri d’origine cinese residenti in Italia sostiene, infatti, di avere difficoltà ad accedere alle prestazioni sanitarie per problemi di comprensione con i medici. Ma Linkage è anche un importante strumento di ricerca: l’obiettivo è infatti quello di creare il primo registro dei pazienti cinesi dell’INT, con i dati demografici, diagnostici, di trattamento e follow-up.

Appuntamento alle ore 10.30 presso il Ristorante Cinese Uva Garden in Via Paolo Sarpi 52 a Milano insieme ai clinici dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano.


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Ministero della Salute: oltre 8 milioni d’italiani bevono troppo alcol

Roma, 11 aprile 2018 – Sono soprattutto uomini e non consumano solo birra e vino ma anche aperitivi, amari e superalcolici. Secondo l’ultima Relazione del Ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati sono oltre 8,6 milioni gli italiani da considerare bevitori a rischio. Il report è stato recentemente inoltrato al Parlamento. Dei 8,6 milioni di consumatori a rischio per patologie e problematiche correlate all’alcol, ben 6 milioni sono uomini. Ma a preoccupare sono in particolare i “giovani anziani” tra i 65-75 anni e i minori, ovvero i 16-17enni, che di bevande alcoliche non dovrebbero proprio consumarne. Tra i giovani e giovanissimi, in particolare, continua a crescere il binge drinking, o assunzione di molto alcol fuori dei pasti e in un breve arco di tempo “rappresenta l’abitudine più diffusa e consolidata”: nel 2015 il fenomeno riguardava il 15,6% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, nel 2016 il 17%. Tecnicamente si tratta “dell’abitudine di consumare quantità eccessive – convenzionalmente sei o più bicchieri di bevande alcoliche anche diverse – in una singola occasione. Questo comportamento è presente prevalentemente nei Paesi del nord Europa, ma si è fortemente radicato anche nel nostro Paese in particolar modo nella fascia giovanile della popolazione” sostiene la Relazione.