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Oltre la malattia

7 Ottobre 2019
di intermedianews
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AIFA: in Italia in un anno +18% di sperimentazioni cliniche

Roma, 7 ottobre 2019 – Nel nostro Paese tornano a crescere le sperimentazioni cliniche di farmaci. Nel 2018 ne sono state autorizzate 100 in più rispetto all’anno precedente. E per la prima volta un incremento è registrato anche per quelle in ambito pediatrico che passano da 51 a 76. E’ questo il bilancio positivo contenuto nel 18° Rapporto nazionale sulla Sperimentazione Clinica dei medicinali in Italia, pubblicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Dai dati emerge che, dopo il calo del 2017, il numero totale delle sperimentazioni cliniche autorizzate in Italia nel 2018 è stato di 666, a fronte dei 565 del 2017 (+18%). Un numero importante anche perché in contrasto con la costante contrazione delle sperimentazioni a livello europeo, e che porta a un incremento della percentuale di trial condotti in Italia rispetto a quelli condotti nel resto d’Europa: rappresentano infatti il 20% del totale. I ‘trial’ messi a punto per studiare farmaci ad hoc per i minori di 18 anni, sono diventati l’11,4% del totale, rispetto al 9% del 2017 e degli anni precedenti. Circa la metà delle sperimentazioni è in ambito oncologico ed emato-oncologico ma continua il trend in rialzo dei trial in malattie rare, che rappresentano il 31,5% del totale (erano il 25,5% nel 2017). Crescono, infine, le sperimentazioni no profit, arrivando nel 2018 a quota 27,3%.

1 Ottobre 2019
di intermedianews
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Rapporto ISTAT: la salute peggiore in Val D’Aosta e Campania

Roma, 1 ottobre 2019 – Bene Veneto e Trentino Alto Adige. Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Sardegna presentano condizioni di salute discrete ma anche comportamenti a rischio. Nel Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia la caratteristica dominante sono le malattie croniche. In Valle d’Aosta invece desta preoccupazione la mortalità prematura e i comportamenti a rischio. In fondo alla classifica si posizione la Campania. E’ quanto emerge dall’ultimo Rapporto dell’Istat, che si basa sui dati di una serie di indicatori, dalla speranza di vita in buona salute all’ospedalizzazione, tra il 2005 e il 2015. “Le condizioni ottimali del Veneto e del Trentino Alto Adige – si legge nel documento – si contrappongono alle condizioni più critiche della Valle d’Aosta e della Campania, caratterizzate da comportamenti profondamente atipici rispetto al contesto generale”. Nel dettaglio, la Campania si distingue in negativo per 30,4 decessi negli adulti ogni 10 mila imputabili alle “maggiori cause” (tumori maligni, il diabete mellito, le malattie cardiovascolari e le malattie respiratorie croniche), cui si aggiunge la più alta propensione alla mortalità prematura, che supera i 315 anni di vita perduta ogni 10 mila nonché gli alti valori della mortalità e delle dimissioni per tumore. Valori molto alti anche per la Valle d’Aosta, scrivono gli esperti, in cui “il quadro di vulnerabilità generale è confermato dai valori significativi della mortalità prematura, misurata in 292 anni di vita perduta (APVP) ogni 10 mila, che lo posiziona al secondo posto in ordine di gravità”. Le altre due macroaree individuate si situano al centro nord (Toscana, Umbria e Marche, Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna), con condizioni di salute ‘discrete’, e al centro sud (Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Abruzzo e Lazio), con “condizioni di fragilità generale” e valori peggiori rispetto agli altri ad esempio nella mortalità prematura e nella mobilità ospedaliera.

27 Settembre 2019
di intermedianews
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Tumori: “Cresce la spesa per i farmaci, +659 milioni in un anno”

Barcellona, 27 settembre 2019 – La spesa per i farmaci anticancro in Italia è aumentata di oltre 650 milioni di euro in un anno: era pari a 5 miliardi nel 2017, ha raggiunto i 5 miliardi e 659 milioni nel 2018. A fronte di un costante incremento delle uscite per la cura dei tumori, nel nostro Paese tutti i pazienti riescono ad accedere alle terapie migliori. In cinque anni (2013 – 2017) nel mondo sono stati commercializzati 54 nuovi trattamenti anticancro e l’Italia ha garantito (entro il 2018) la disponibilità a 35 di queste molecole innovative, collocandosi al quinto posto a livello internazionale dopo Stati Uniti (52), Germania (43), Regno Unito (41), Francia (37), e davanti a Canada (33), Spagna (30) e Giappone (29). Sulla sfida della sostenibilità dei sistemi sanitari si confrontano più di 24mila esperti al congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO, European Society for Medical Oncology), che si apre oggi a Barcellona. E la prevenzione, prima arma per combattere i tumori, diventa personalizzata.
“Circa il 40% delle neoplasie può essere evitato seguendo uno stile di vita sano (no al fumo, attività fisica costante e dieta corretta) – afferma Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. In Italia il 34,5% dei cittadini è sedentario, il 31,6% è in sovrappeso, il 10,9% obeso e il 25,7% fuma. Per invertire la tendenza, serve maggiore consapevolezza anche da parte degli operatori sanitari: solo 1 fumatore su 2 ha ricevuto il consiglio di smettere di fumare, suggerimenti sull’attività fisica sono stati forniti solo al 30% dei cittadini e meno della metà delle persone in eccesso ponderale ha ottenuto dal proprio medico indicazioni per perdere peso. Sugli stili di vita è invece possibile definire programmi di prevenzione ‘personalizzata’, in relazione all’età e alle abitudini dei singoli. Inoltre, in alcuni tumori, oggi si stanno delineando percorsi di prevenzione ‘su misura’”. Nel 2019, in Italia, sono stimati 371mila nuovi casi di cancro. “Il 5-7% dei tumori della mammella e il 10-20% delle neoplasie dell’ovaio sono dovuti a una predisposizione ereditaria, riconducibile in particolare alle mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 – continua la presidente Gori -. Questo significa che, nel nostro Paese, ogni anno circa 3.000 casi di carcinoma della mammella e circa 1.000 all’ovaio potrebbero essere evitati o individuati in fase molto precoce proprio adottando strategie mirate ed efficaci. È quindi fondamentale che il test BRCA venga eseguito nei familiari sani delle pazienti in cui è stata individuata una variante dei geni BRCA1/2 e che, in caso di positività, venga loro offerto gratuitamente il programma di prevenzione, eventualmente con l’introduzione di un codice di esenzione per malattie genetiche ereditarie. L’identificazione di una frazione di pazienti con carcinoma prostatico o pancreatico metastatico portatori di mutazione BRCA sta inoltre aprendo nuovi orizzonti anche per quanto riguarda la valutazione dei loro familiari sani: nel caso risultino portatori sani di mutazione BRCA, dovranno essere avviati a percorsi di prevenzione. È, quindi, un nuovo mondo in espansione per una prevenzione dei tumori”.
Anche per i forti fumatori si stanno delineando percorsi “su misura” per la prevenzione del cancro del polmone.
“Sulla base dei risultati di studi internazionali – spiega Giordano Beretta, Presidente eletto AIOM e Responsabile dell’Oncologia Medica all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo -, vi sono i presupposti per implementare lo screening per il carcinoma polmonare (con TAC spirale a basso dosaggio) in popolazioni selezionate: in questo contesto, la possibilità di abbinare allo screening radiologico l’analisi di biomarcatori nell’ambito di studi clinici controllati rappresenta un’opportunità di grande interesse scientifico, che potrebbe aprire nuove prospettive nella prevenzione e nel trattamento di questa grave malattia. Lo screening per il tumore polmonare deve però abbinarsi alla pianificazione di un programma per la cessazione dall’abitudine al fumo, perché si possa assistere a un reale abbattimento della mortalità”.
“La sfida futura – continua Giordano Beretta – è arrivare a una prevenzione personalizzata di ogni persona sulla base dei rischi genetici e, quindi, non modificabili solo con gli stili di vita. Solo uno sviluppo di organizzazione, terapia e prevenzione personalizzata potrà offrire benefici tali da mantenere la sostenibilità del sistema sanitario, guarendo al contempo un numero sempre maggiore di pazienti”.
In Italia la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi raggiunge il 63% nelle donne e il 54% negli uomini. Circa 3 milioni e mezzo di persone vivono dopo la scoperta della malattia, cifra in costante crescita. “La malattia sta diventando sempre più cronica grazie a armi efficaci come l’immuno-oncologia e le terapie a bersaglio molecolare che si aggiungono a chirurgia, chemioterapia, ormonoterapia e radioterapia – sottolinea Giordano Beretta -. Evidenti i risultati in alcune delle neoplasie più frequenti: la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi raggiunge il 92% nel tumore della prostata, l’87% nella mammella, il 79% nella vescica e il 65% nel colon-retto”.
“Sul fronte dell’organizzazione – conclude la Presidente Gori -, la svolta è rappresentata dalla reale istituzione delle reti oncologiche regionali, attive solo in Piemonte e Valle D’Aosta, Veneto, Toscana, Umbria, Liguria, Provincia autonoma di Trento, Puglia e Campania oltre che in Lombardia ed Emilia-Romagna, pur se con configurazioni differenti. La concreta realizzazione di questi network consentirà di migliorare i livelli di appropriatezza, di estendere a tutti i cittadini i programmi di prevenzione e di risparmiare risorse da utilizzare per velocizzare l’accesso ai farmaci innovativi”.

26 Settembre 2019
di intermedianews
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Tumori: malnutrizione problema serio per la metà dei pazienti

Barcellona, 26 settembre 2019 – La malnutrizione è un problema che riguarda circa il 50% dei pazienti oncologici e che causa circa un quarto di decessi. Solo il 23% dei pazienti affetti da tumori gastro-intestinali, però, riceve una diagnosi di malnutrizione. Si tratta, infatti, di un problema molto spesso sottovalutato. Inoltre, l’assenza di uno screening idoneo ne rende più difficile l’individuazione. È questo il quadro che emerge alla vigilia del Congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo), in cui gli oncologi sottolineano l’importanza dell’avvio precoce di una terapia di nutrizione clinica nei pazienti per migliorare il decorso e la qualità della vita. Durante le terapie oncologiche, rilevano gli specialisti, sette pazienti su dieci riscontrano problemi di alimentazione che li mettono a serio rischio di malnutrizione e di problemi a questa associati. Se, da un lato, le cure nutrizionali ottimali possono migliorare i risultati ottenuti dai pazienti oncologici, dall’altro, avvertono gli oncologi, il personale sanitario e i pazienti spesso non sono consapevoli del ruolo centrale esercitato dalla nutrizione clinica nella cura dei tumori.

25 Settembre 2019
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Morbillo: da OMS Europa arriva il primo piano di risposta strategica

Roma, 25 settembre 2019 – Ammontano a oltre 120.000 i casi di morbillo segnalati tra agosto 2018 e luglio 2019. Più del numero totale riportato nella Regione europea per un periodo di 12 mesi in oltre un decennio. Dei 53 Paesi della regione, 48 casi segnalati in questo periodo. Una vera emergenza a cui l’OMS ha risposto oggi con il primo piano di risposta strategica (SRP). “Poiché il morbillo continua a circolare nella regione – evidenzia l’Oms Europa -, è necessaria una risposta più forte da parte della comunità internazionale. Il nuovo SRP lanciato offre uno strumento di mobilitazione delle risorse per accelerare gli interventi su misura nei Paesi a rischio di morbillo e a rischio, in cui gli investimenti avranno il maggiore impatto possibile”. Nello specifico prevede il controllo delle epidemie, la fornitura di cure sicure ai pazienti, l’aumento dell’impegno ad alto livello, il rafforzamento dell’accettazione e della domanda di vaccini, l’aumento della preparazione e mitigazione dei rischi e la revisione della risposta alle epidemie. Il periodo di copertura va da settembre 2019 a dicembre 2020. Ma se ne necessario sarà sottoposto a revisione e aggiornamento.