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Oltre la malattia

21 Febbraio 2020
di intermedianews
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Studio: l’attività fisica protegge anche dalle malattie renali

Roma, 21 febbraio 2020 – Praticare regolarmente attività fisica previene molte malattie cardiovascolari, nonché diverse forme di cancro. Secondo un recente studio, pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, protegge anche dalle malattie renali croniche. Correre un paio di volte a settimana o camminare per un’ora al giorno riduce del 9% la probabilità di sviluppare queste patologie. Si calcola che nel mondo oltre 800 milioni di persone siano affette da malattie renali e chi ne soffre tende ad avere un maggior rischio di infarti e ictus. Non era ancora chiaro se l’esercizio fisico potesse anche aiutare a prevenire problemi ai reni. I ricercatori dell’Università di Hong Kong hanno seguito quasi 200.000 adulti per un massimo di 18 anni e, tra questi, circa 11.000 hanno sviluppato una malattia renale cronica. Il team di scienziati ha scoperto che le persone con bassi livelli di attività fisica, ovvero che camminavano 15 minuti al giorno, avevano il 7% di probabilità in meno rispetto a quelle sedentarie di sviluppare disfunzione renale. Il beneficio cresceva con l’aumentare della dose: chi ne eseguiva alti livelli, ovvero camminava poco più di un’ora ogni giorno o correva almeno 2 ore a settimana, aveva una probabilità del 9% in meno. “I risultati mostrano che l’esercizio fisico regolare può mitigare il deterioramento legato all’età nella funzione renale e il rischio di malattie renali croniche”, ha affermato il co-autore dello studio, Xiang Qian Lao.

19 Febbraio 2020
di intermedianews
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Tumori genito-urinari: il sesso è possibile durante e dopo le cure?

Bologna, 19 febbraio 2020 – Alcuni dei dubbi più frequenti che tormentano i pazienti oncologici riguardano la sessualità. Queste problematiche sono ancora più sentite nei tumori che colpiscono l’apparato genito-urinario. Ma è possibile avere rapporti sessuali nonostante una neoplasia urologica? Scopriamolo insieme nei vari casi:
• Tumore della prostata: l’attività sessuale non ha alcuna influenza sulla progressione della malattia. Tuttavia durante le cure possono insorgere problemi di libido e di erezione a causa dei farmaci somministrati
• Tumore della vescica: è possibile avere rapporti. Se il paziente è in età fertile, o se lo è la propria partner, durante le terapie sistemiche e quelle endovescicali vanno usati dei metodi contraccettivi. In caso di gravidanza c’è un alto rischio mal formativo del feto.
• Tumore del testicolo: non ci sono problemi però durante un trattamento con chemio o radioterapia, è preferibile usare il condom. Alcuni farmaci chemioterapici possono passare nello sperma e produrre irritazione alla partner. Inoltre si possono evitare gravidanze indesiderate, dato che sia la chemioterapia che la radioterapia possono alterare gli spermatozoi e causare uno sviluppo anormale del nascituro. Una volta che il trattamento è terminato non rimane alcun rischio di anormalità nel feto.
L’impotenza erettile indotta dalla chirurgia o dalle terapie per patologie oncologiche è certamente una delle complicanze più frequentemente riferite e temute dai pazienti maschi- afferma il dott. Renzo Colombo, Vice Presidente della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) – E’ comprensibile ma bisogna ricordare che le cure oggi disponibili sono meno invasive rispetto al passato. In ogni caso, poiché la maggioranza dei casi di tumori genito-urinari sono oggi da considerarsi come delle patologie croniche, la scelta della procedura terapeutica deve necessariamente tenere conto anche della salvaguardia di un’attività sessuale soddisfacente e della fertilità”.

18 Febbraio 2020
di intermedianews
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Obesità: cresce il rischio per i bimbi che vanno a letto dopo le nove

Roma, 18 febbraio 2020 – Andare a dormire a tarda ora non fa bene ai bambini. Anzi è direttamente connesso a un aumentato rischio di obesità per i piccoli che hanno dai due ai sei anni. E non importa si posticipa la sveglia al mattino per recuperare il sonno perso. È quanto rivela uno studio condotto nell’ambito del progetto di ricerca ‘Early Stockholm Obesity Prevention Project’ e pubblicato sulla rivista Pediatrics. La ricerca è stata portata avanti da Claude Marcus, dell’Istituto Karolinska di Stoccolma, ed ha coinvolto 107 bambini, arruolati sin da quando avevano appena un anno di vita. Tutti i bimbi erano simili per altezza, peso e girovita all’inizio dello studio. Le loro abitudini al sonno sono state monitorate in maniera oggettiva con un apparecchietto al polso del bambino fino ai sei anni di vita ed è emerso che a sei anni compiuti pesavano di più i bimbi che negli anni precedenti tendevano ad andare a letto dopo le nove. L’ora in cui il bambino inizia a dormire è risultata un fattore importantissimo che influenza il suo peso. È possibile che sonno e peso siano legati da fattori diretti (per esempio la regolazione del sonno e dell’appetito sono in effetti regolate dalle stesse aree del cervello), concludono gli autori del lavoro; ma è anche possibile che andare a letto tardi da piccoli sia solamente lo specchio di stili di vita complessivamente poco sani che quindi abbracciano sia una scarsa igiene del sonno sia comportamenti alimentari non sani.

17 Febbraio 2020
di intermedianews
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Influenza: 5 milioni di italiani colpiti, superato il picco

Roma, 17 febbraio 2020 – Nell’ultima settimana è stato raggiunto il picco di contagi, un dato molto atteso dell’influenza stagionale. È stata superata la quota dei 5 milioni di malati (per l’esattezza 5 milioni 18 mila). Il numero di casi “inizia lentamente a diminuire dopo aver raggiunto il picco stagionale nella precedente settimana con un livello di incidenza pari a 13,0 casi per mille assistiti”. È quanto si legge nell’ultimo bollettino InfluNet realizzato dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Il livello di incidenza raggiunto si colloca all’interno della soglia di intensità media. In Italia l’incidenza totale è pari a 12,6 casi per mille assistiti. Colpiti maggiormente i bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a 38,3 casi per mille assistiti. Val D’Aosta, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise e Basilicata sono le regioni maggiormente colpite. “Anche quest’anno gli under cinque sono stati tra i più interessati dall’influenza – afferma il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) -. I più esposti al rischio di contagio sono quelli che passano molte ore in ambienti chiusi come asilo nido o scuole materne e rappresentano una delle più importanti fonti di diffusione dell’epidemia. Tutti i dati evidenziano come i bambini siano meno vaccinati rispetto agli adulti. Da tempo la FIMP chiede al Ministero della Salute che anche la fascia di età dai 6 mesi ai 6 anni sia inserita nelle categorie considerate a rischio e quindi anche nelle campagne vaccinali. In nostro auspicio e che questo avvenga già a partire dalla prossima stagione”.

10 Febbraio 2020
di intermedianews
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Influenza: in totale oltre 4,2 milioni di casi

Roma, 10 febbraio 2020 – L’influenza stagionale e quasi arrivata al picco. Sono 795.000 i casi stimati nell’ultima settimana, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di oltre 4.266.000 persone colpite in tutta Italia. E’ questo l’ultimo aggiornamento del bollettino Influnet realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e relativo alla quinta settimana del 2020. Val D’Aosta, Lombardia, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise e Basilicata sono le regioni maggiormente colpite. Secondo il report ci si sta avvicinando al picco epidemico stagionale e inoltre “il livello di incidenza dei casi di sindrome simil-influenzale raggiunto si colloca, per ora, all’interno della soglia di intensità media”. In Italia l’incidenza totale è pari a 13,2 casi per mille assistiti. I più colpiti risultano i bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a 39,8 casi per mille assistiti.