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Oltre la malattia

10 Settembre 2021
di intermedianews
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EMA: su oltre 528 milioni dosi vaccino eventi gravi estremamente rari

Roma, 10 settembre 2021 – Secondo i dati aggiornati all’inizio di settembre, dall’avvio della campagna vaccinale sono state “oltre 528 milioni” le dosi di vaccini anti-Covid somministrate nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo. Lo riferisce nel suo ultimo report sulla sicurezza l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA), confermando che “i vaccini Covid-19 autorizzati sono sicuri ed efficaci”. Quanto ai possibili eventi avversi, “la stragrande maggioranza degli effetti collaterali noti sono lievi e di breve durata. Seri problemi di sicurezza sono estremamente rari”.

L’Ema ricorda che i vaccini anti-Covid approvati “sono stati valutati in decine di migliaia di partecipanti a studi clinici e hanno soddisfatto gli standard scientifici dell’agenzia per la sicurezza, l’efficacia e la qualità. La sicurezza dei vaccini Covid-19 è continuamente monitorata e valutata”, con “aggiornamenti mensili” da parte del Comitato di farmacovigilanza Prac. Al 2 settembre scorso – dettaglia il rapporto – del vaccino Comirnaty* (Pfizer/BioNTech) sono stati somministrati 392 milioni di dosi, con 302.517 segnalazioni di sospetti effetti collaterali. Per Vaxzevria* (AstraZeneca) le segnalazioni sono state invece 184.679 su 68,4 milioni di dosi somministrate; per Spikevax* (Moderna) sono state 64.885 su 54,2 milioni di dosi, e per Janssen (J&J) 20.206 su 13,8 milioni di dosi. “I casi segnalati – precisa l’Ema – riguardano sospetti effetti collaterali, ovvero eventi medici osservati dopo la vaccinazione, ma che non sono necessariamente correlati alla somministrazione o causati dal vaccino”.

8 Settembre 2021
di intermedianews
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Covid: calo immunità malati oncologici a 4 mesi da vaccino

Roma, 9 settembre 2021 – “È positivo l’annuncio del commissario all’emergenza Figliuolo sul via ai richiami vaccinali anti-Covid da settembre a partire dai soggetti fragili e immunodepressi, ma poichè i malati oncologici sono tanti è importante stabilire quali di loro vadano indirizzati prioritariamente alla terza dose: a questo fine può venire in aiuto l’esame dei risultati di uno studio appena inviato per la pubblicazione, il più ampio al mondo in termini di numero di pazienti oncologici esaminati, che evidenzia un calo dell’immunità a 4 mesi dalla vaccinazione per alcune categorie di pazienti oncologici”. E’ quanto ha affermato ieri dal prof. Francesco Cognetti, presidente di Foce (Federazione Oncologi, Cardiologi e Ematologi). “Abbiamo dati su circa 600 pazienti oncologici confrontati con 250 soggetti sani in cui è stato seguito e monitorato per 4 mesi l’andamento degli anticorpi dopo la vaccinazione anti-Covid. Questi dati – rileva Cognetti – dimostrano che c’è una diminuzione del tasso anticorpale in particolari pazienti oncologici con determinate caratteristiche. Lo studio è stato inviato per la pubblicazione e abbiamo dati molto solidi che indirizzano verso una diminuzione più precoce della immunoreattività dopo il vaccino nei malati oncologici rispetto ai soggetti sani”. Lo studio definisce inoltre con precisione quali categorie di pazienti vanno incontro a questa riduzione precoce della immunoreattività. Questi dati, conclude l’oncologo, “potranno essere preziosi per la scelta dei malati da indirizzare immediatamente alla terza dose”.

3 Settembre 2021
di intermedianews
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Covid: per le scuole non c’è rischio maggiore di gravità e ricoveri

Roma, 3 settembre 2021 – Le scuole non sembrano un luogo di lavoro più a rischio di altri quando si parla di Covid: né gli insegnanti, né i loro familiari, infatti, sono risultati avere un maggior rischio di ricovero per Covid-19 o di infezione in forma grave durante il periodo scolastico 2020-21, rispetto ad adulti lavoratori di età simile, incluso il periodo in cui la scuola è stata del tutto aperta. E’ quanto sostiene uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto da David McAllister, dell’Institute of Health and Wellbeing, presso la University of Glasgow. Il lavoro si basa su dati che vanno dal marzo 2020 al luglio 2021. Gli esperti hanno considerato un totale di 132.420 casi di Covid tra gli adulti di 21-65 anni e un gruppo di controllo di 1.306.566 di persone. Gli insegnanti sono stati identificati tra tutti coloro che lavoravano in scuole scozzesi inserite nel General Teaching Council for Scotland. Gli insegnanti coinvolti erano però per la maggior parte giovani (età media 42 anni), l’80% era donna, l’84% non aveva malattie pregresse, quindi di per sé mediamente non ad alto rischio di Covid in forma grave. È emerso che, se durante il periodo in cui le scuole sono state chiuse il rischio di ospedalizzazione per Covid per un insegnante era dimezzato rispetto al rischio di un altro lavoratore suo coetaneo, durante le scuole aperte anche a pieno regime il rischio dell’insegnante e dei suoi familiari diveniva del tutto comparabile a quello di qualsiasi altro lavoratore della stessa età.

31 Agosto 2021
di intermedianews
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AIFA: quasi 8.000 monoclonali prescritti, +30% in 7 giorni

Roma, 31 agosto 2021 – Continuano ad aumentare le prescrizioni settimanali di anticorpi monoclonali a pazienti Covid. Tra il 20 e il 26 agosto sono state 505, a fronte delle 389 dei sette giorni precedenti, pari a un aumento del 30% in una settimana. E’ quanto evidenzia il 21/mo Report sugli Anticorpi Monoclonali per Covid-19 dell’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa), da cui emerge che finora sono 7.961 i pazienti iscritti nei registri di monitoraggio di questi farmaci e quindi ne hanno ricevuto una dose. In termini assoluti ad averne dispensati più sono Lazio, Veneto e Toscana che hanno ‘sfondato’ la quota delle mille dosi.

Gli anticorpi monoclonali sono farmaci specifici contro il Covid-19, autorizzati in via emergenziale e disponibili anche in Italia a partire da marzo scorso per persone particolarmente fragili, con infezione recente da Sars-Cov-2. Grazie all’aumento di persone anziane e fragili vaccinate, le dosi settimanali prescritte sono calate in modo netto da aprile in poi: tra il 16 e il 22 aprile, erano state ben 945, mentre sono state appena 34 nella settimana dal 25 giugno al primo luglio. Tuttavia, da questo momento in poi il loro numero e’ in risalita costante, di pari passo al numero dei contagiati: le prescrizioni sono state 268 dal 30 luglio al 5 agosto, 302 dal 5 al 12 agosto, 389 dal 13 al 19 agosto e 505 dal 20 al 26 agosto. Sono 198, invece, le strutture sanitarie che li hanno prescritti. In termini assoluti, finora ad averne dispensati piu’ sono Lazio, Veneto e Toscana, che hanno ‘sfondato’ quota mille rispettivamente con 1.147, 1.091 e 1.014, seguite da Campania (633) e Lombardia (567). A chiudere la classifica sono Provincia autonoma di Trento (29), Molise (14) e PA di Bolzano (3). Cresce ancora, rispetto al precedente report, il rapporto delle prescrizioni settimanali rispetto nuove diagnosi Covid avvenute nello stesso arco di tempo: sono state pari all’1,1% su 45.630 nuovi casi di infezione, mentre erano lo 0,9% la settimana precedente.

30 Agosto 2021
di intermedianews
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OMS Europa: “Seria preoccupazione per rallentamento vaccinazioni”

Roma, 30 agosto 2021 – “Dobbiamo essere risoluti nel mantenere livelli multipli di protezione”, dalle “vaccinazioni” anti-Covid alle “mascherine. La vaccinazione è un diritto, ma è anche una responsabilità. E la stagnazione nella diffusione dei vaccini nella nostra Regione è motivo di seria preoccupazione”. E’ quanto ha affermato Hans Kluge, direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l’Europa, oggi durante il briefing di aggiornamento sulla situazione Covid nell’area. I vaccini “sono il percorso verso la riapertura delle società e la stabilizzazione delle economie – ha fatto notare – In circa 8 mesi sono state somministrate quasi 850 milioni di dosi, con quasi la metà della popolazione della Regione completamente vaccinata. Questo è un risultato notevole. Tuttavia, nelle ultime 6 settimane, la diffusione della vaccinazione nella Regione è rallentata, influenzata dalla mancanza di accesso ai vaccini in alcuni paesi e dalla mancanza di accettazione dei vaccini in altri”. “Ora che le misure sanitarie e sociali sono state allentate in molti Paesi, l’accettazione della vaccinazione da parte del pubblico è fondamentale se vogliamo evitare una maggiore trasmissione, malattie più gravi, un aumento dei decessi e un rischio maggiore che emergano nuove varianti di preoccupazione, ha continuato Kluge. “Ad oggi solo il 6% delle persone nei Paesi a basso e medio reddito della nostra Regione ha completato il ciclo vaccinale. Anche se quasi 3 operatori sanitari su 4 nella nostra regione hanno completato la vaccinazione, ci sono Paesi che sono riusciti a vaccinare solo 1 sanitario su 10. C’è una chiara necessità di aumentare la produzione, condividere le dosi e migliorare l’accesso ai vaccini degli Stati membri. Tutti, ovunque, dovrebbero avere il diritto di ricevere il ciclo vaccinale completo”.