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Oltre la malattia

8 Aprile 2021
di intermedianews
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AGENAS: -30% di mammografie e -22% ricoveri per ictus

Roma, 8 aprile 2021 – Mammografie ridotte del 30% a livello nazionale, con punte del 40% in Sardegna e Calabria e del 37% nella Provincia Autonoma di Trento, e un calo del 22% dei ricoveri per ictus ischemico con punte del 54% in Valle d’Aosta e di quasi il 50% in Molise. A monitorare la capacità di tenuta dei sistemi sanitari regionali durante la pandemia i dati elaborati dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) che ha messo a confronto gli stessi periodi del 2020 con quelli del 2019.

L’analisi è stata realizzata in collaborazione con il Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna. A esser diminuiti nettamente, confrontando i dati di marzo-giugno 2020 con marzo-giugno 2019, sono anche gli interventi chirurgici per tumore al seno, con un -22% a livello nazionale, che in alcune regioni però vedono un forte calo: -62% in Molise, -52% nella Provincia Autonoma di Trento, -48% in Calabria, -37% Basilicata, -35% in Lombardia. In controtendenza invece Lazio e Sardegna che vedono invece addirittura una crescita rispettivamente di circa il 5% e 6% dei volumi di interventi. Per quanto riguarda invece i ricoveri per infarto acuto del miocardio, i dati mostrano un calo del 22,5% a livello nazionale nell’anno dello scoppio della pandemia, con il Molise che vede però un -43,5% seguito dalle Marche (-41%) e dalla Puglia (-35%). I risultati dell’indagine permettono di comprendere il livello di capacità di resilienza dei vari sistemi sanitari regionali. La ricerca, conclude il presidente Agenas Enrico Coscioni”, “spero possa essere un utile spunto per tutti gli Enti impegnati nell’erogazione delle prestazioni sanitarie in attesa dell’analisi completa dei dati 2020 che avremo grazie al lavoro del Programma nazionale esiti”.

8 Aprile 2021
di intermedianews
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Agenas: ‘Dimezzati i ricoveri programmati durante la pandemia’

Roma, 8 aprile 2021 – Tra marzo e giugno 2020 in Italia c’è stata una riduzione del -49,9% di ricoveri programmati rispetto agli stessi mesi del 2019, con il Molise che li vede decurtati di oltre -73%, mentre dal lato opposto c’è la Provincia Autonoma di Bolzano con il -35,5%. Per quanto riguarda invece i ricoveri urgenti, la diminuzione è stata del -24% a livello nazionale, con il dato peggiore registrato in Molise (-55%) e quello migliore in Lombardia (-12%). Lo evidenziano i dati dell’analisi realizzata dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) insieme al Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna.

Mammografie ridotte del 30% a livello nazionale, con punte del 40% in Sardegna e Calabria e del 37% nella Provincia Autonoma di Trento, e un calo del 22% dei ricoveri per ictus ischemico con punte del 54% in Valle d’Aosta e di quasi il 50% in Molise. A monitorare la capacità di tenuta dei sistemi sanitari regionali durante la pandemia i dati elaborati dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) che ha messo a confronto gli stessi periodi del 2020 con quelli del 2019. L’analisi è stata realizzata in collaborazione con il Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna.

7 Aprile 2021
di intermedianews
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Dall’OMS 5 azioni prioritarie per un mondo più sano

Roma, 7 aprile 2021 – Si celebra oggi la Giornata mondiale della salute e per l’occasione l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica cinque punti su cui è necessario intervenire urgentemente:

1. Accelerare l’accesso equo alle tecnologie COVID-19 tra e all’interno dei paesi
2. Investire nell’assistenza sanitaria di base
3. Dare priorità alla salute e alla protezione sociale
4. Costruire quartieri sicuri, sani e inclusivi
5. Rafforzare i dati e i sistemi di informazione sanitaria

L’OMS stima che nel 2020 la pandemia abbia portato in povertà estrema tra i 119 ei 124 milioni di persone in più. Esistono inoltre prove che abbia ampliato il divario di genere nell’occupazione, con le donne uscite dal mondo del lavoro in numero maggiore rispetto agli uomini. “La pandemia COVID-19 ha prosperato tra le disuguaglianze nelle nostre società e le lacune nei nostri sistemi sanitari – ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS -. E’ fondamentale che tutti i governi investano nel rafforzamento dei loro servizi sanitari e per rimuovere le barriere che impediscono a così tante persone di utilizzarli, in modo che più persone abbiano la possibilità di vivere una vita sana. Ora è il momento di investire nella salute come motore di sviluppo. Non abbiamo bisogno di scegliere tra migliorare la salute pubblica, costruire società sostenibili, garantire la sicurezza alimentare e un’alimentazione adeguata, affrontare il cambiamento climatico e avere economie locali fiorenti. Tutti questi risultati vitali vanno di pari passo”.

1 Aprile 2021
di intermedianews
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OMS: “Aumento nuovi casi in Ue di Covid mai visto in ultimi mesi’

Roma, 1 aprile 2021 – “Solo 5 settimane fa, il numero settimanale di nuovi casi in Europa era sceso a meno di 1 milione, ma ora la situazione della Regione è più preoccupante di quanto non si sia visto in ultimi mesi. Ci sono rischi associati all’aumento della mobilità legati agli incontri delle festività religiose”. E’’ quanto ha sottolinea Dorit Nitzan, direttrice delle emergenze per l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), in una nota. La scorsa settimana si sono registrati 1,6 milioni di nuovi casi e 24mila decessi. L’Oms Europa segnala che “in tutta la Regioni sono 50 i Paesi che hanno segnalato la variante inglese che ora è diventata predominate”. I nuovi casi sono in aumento “in ogni fascia d’età – evidenzia l’Oms Europa – tranne che in quella sopra gli 80 anni. Una fascia in cui si vede l’impatto delle vaccinazioni con un costante calo dei casi e una percentuale decrescente di morti per Covid-19 dall’inizio del 2021”.

A preoccupare gli esperti sono le varianti del coronavirus. “E’ fondamentale limitare la trasmissione attraverso azioni di controllo della malattia – precisa Nitzan – E oggi, rispetto a un anno fa, abbiamo test e e sistemi di tracciamento migliori, una condivisione delle informazioni più rapida e sappiamo molto di più su come prendersi cura dei malati gravi”.

31 Marzo 2021
di intermedianews
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ISS: variante inglese all’86,7%, il 4% dei casi da quella brasiliana

Roma, 31 marzo 2021 – Nel contesto italiano in cui la vaccinazione “sta procedendo ma non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguate. Mentre la variante UK è ormai ampiamente predominante, particolare attenzione va riservata alla variante P.1 brasiliana”.

È quanto si sottolinea nella nuova indagine rapida sulle varianti condotta dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dal Ministero della Salute. In Italia al 18 marzo scorso la prevalenza della cosiddetta ‘variante inglese’ del virus Sars- CoV-2 era del 86,7%, con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 63,3% e il 100%. Per quella ‘brasiliana’ la prevalenza era del 4,0% (0%-32,0%), mentre le altre monitorate sono sotto lo 0,5%. La stima viene dalla nuova indagine rapida condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, che fa seguito a quelle diffuse nelle scorse settimane da cui era emersa una maggior trasmissibilità per la variante “inglese” del 37%. Per l’indagine è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sotto-campioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus, secondo le modalità descritte nella circolare del Ministero della Salute dello scorso 17 marzo. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni/PPAA in maniera casuale fra i campioni positivi garantendo una certa rappresentatività geografica e se possibile per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine le 21 Regioni/PPAA e complessivamente 126 laboratori.