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Oltre la malattia

19 Gennaio 2021
di intermedianews
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EUROSTAT: Italia prima in UE per spese di prevenzione medica

Roma, 19 gennaio 2021 – L’Italia si classifica al primo posto in Europa per la spesa pubblica e privata per la prevenzione medica. E’ quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati dall’Eurostat e riferiti all’anno 2018. In termini assoluti, il nostro Paese dedica alla prevenzione il 4,4% della spesa sanitaria complessiva, contro una media Ue del 2,8%. Seguono nella classifica la Finlandia (4%), l’Estonia, i Paesi Bassi e la Svezia (tutte al 3,3%). Le quote più basse della spesa dedicata alle cure preventive si osservano invece in Slovacchia (0,8%), Grecia, Cipro, Malta (tutte all’1,3%) e Romania (1,4%). Se si guarda il dato in relazione alle dimensioni della popolazione, le più virtuose d’Europa sono la Svezia (165 euro per abitante), che raddoppia la media europea di 82 euro per abitante, la Finlandia (152 euro) e la Germania (148 euro). Ottava l’Italia, con 112 euro per abitante. Ultime Romania e Slovacchia (entrambe 8 euro per abitante).

18 Gennaio 2021
di intermedianews
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Vaccino: l’oncologo, “Priorità sarà data a 400.000 malati di tumore”

Roma, 18 gennaio 2021 – “Nella seconda fase della campagna di vaccinazione anti-Covid una “priorità maggiore sarà data a 400mila pazienti oncologici, ematologici e cardiologici: Si tratta di pazienti in cura con chemioterapia, trapiantati di midollo e cardiologici”. Lo ha affermato il presidente della Fondazione Insieme contro il cancro Francesco Cognetti, precisando di aver avuto interlocuzioni in tal senso con il ministro della Salute Roberto Speranza ed il commissario straordinario Domenico Arcuri.

“Arcuri – ha spiegato Cognetti in occasione di una conferenza stampa online organizzata dalla Fondazione sul tema dei test genomici nella cura del cancro al seno – ha riconosciuto la giustezza delle nostre posizioni, chiedendoci di selezionare la quota di pazienti onco-ematologici e cardiologi che hanno una priorità maggiore per la vaccinazione. Si tratta appunto di una quota di primi 400mila pazienti, su un totale di 11 milioni di pazienti fragili con questo tipo di patologie, che hanno alte possibilità di guarigione e con una alta aspettativa di vita”. Se questi pazienti fossero contagiati dal Covid, “avrebbero un rischio di mortalità del +25% e questo non può accadere”. Il commissario Arcuri, ha concluso Cognetti, “ci ha assicurato che questi pazienti verranno vaccinati dopo gli over-80 e prima delle altre categorie di popolazione, anche se al momento non è possibile prevedere una tempistica precisa, ma mi auguro che entro febbraio si possa procedere alle vaccinazioni”.

15 Gennaio 2021
di intermedianews
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OMS Europa: Covid, “Allarma variante in 25 Paesi”

Roma, 15 gennaio 2021 – “Eravamo preparati per un inizio 2021 impegnativo ed è stato proprio così. A un anno dal primo report dell’Oms su questo virus, abbiamo nuovi strumenti a disposizione e molte più conoscenze, ma rimaniamo nella morsa di Covid-19, mentre i casi aumentano e affrontiamo nuove sfide portate dal virus che muta”. Perché, “come tutti i virus, circolando Sars-CoV-2 è cambiato nel tempo. Ed è comprensibile la preoccupazione per il possibile impatto della variante 202012/01”, la variante inglese, dal momento che ad oggi “25 Paesi della Regione europea” su 53 “segnalano il nuovo ceppo”. E’ il quadro tracciato da Hans Kluge direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa, in occasione di un briefing con la stampa russa. “Questa variante è ‘preoccupante’ in quanto ha aumentato la trasmissibilità. Finora comprendiamo che non vi è alcun cambiamento significativo nella malattia prodotta, il che significa che Covid-19 non è né più né meno grave. Si diffonde in tutte le fasce d’età e i bambini non sembrano essere a maggior rischio”, puntualizza. “Ma con una maggiore trasmissibilità e una simile gravità di malattia, la variante solleva allarme: senza un maggiore controllo finalizzato a rallentarne la diffusione, ci sarà un maggiore impatto su strutture sanitarie già stressate”, avverte Kluge. “Significa – chiarisce – che per un breve periodo di tempo dobbiamo fare di più di quanto abbiamo fatto, e intensificare le misure sanitarie e sociali per essere certi di poter appiattire la ripida linea verticale” dell’epidemia “in alcuni Paesi. Sono le misure di base che devono essere intensificate per ridurre la trasmissione, alleviare la tensione sui reparti Covid e salvare vite umane. Indossare mascherine, limitare il numero di riunioni e incontri sociali, distanziarsi fisicamente e lavarsi le mani, funzionerà insieme a sistemi adeguati di test e tracciamento, a supporti adeguati per la quarantena e l’isolamento e sempre più vaccinazioni”. Altro punto che viene ribadito da Kluge è che i Paesi devono “aumentare il sequenziamento genomico degli isolati virali di Sars-CoV-2 e condividere i dati. La solidarietà nella scienza in tutta la nostra Regione è vitale”, incalza.In questo inizio 2021 la trasmissione di Sars-CoV-2 nell’area “è stata sostenuta” e mostra “tassi di infezione molto elevati”, spiega Kluge, invitando a non abbassare la guardia neanche dove la situazione sembra all’apparenza più rosea. “In quei Paesi dove ci sono segni di stabilizzazione o addirittura di diminuzione dell’incidenza, questo dato deve essere preso con una certa cautela. Non può ad esempio ancora essere determinato l’impatto del periodo di vacanza, delle riunioni familiari e di comunità e l’eventuale allentamento delle distanze fisiche e dell’uso di mascherine. Anche le attività di test e notifica potrebbero essere state inferiori durante le festività natalizie, dando luogo a un quadro incompleto dell’attuale situazione epidemiologica”, avverte.

14 Gennaio 2021
di intermedianews
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Covid: AIFA, ridotti i farmaci oncologici da somministrare in ospedale

Roma, 14 gennaio 2021 – La pandemia ha modificato l’assunzione di farmaci anche per chi non ha contratto l’infezione da Sars-Cov-2. In farmacia, infatti, si sono venduti più ansiolitici, ma meno pillole dell’amore, contraccettivi e antinfiammatori Fans. Allo stesso tempo per chi era già in cura, è diminuita la somministrazione di farmaci in ospedale a favore di forme somministrabili a domicilio. E’ quanto emerge dal “Monitoraggio dell’acquisto dei farmaci durante la pandemia Covid-19”, consultabile sul sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Il report analizza l’andamento dei consumi dei medicinali nel 2020 confrontandolo con l’anno precedente. Tra i farmaci acquistati nelle farmacie territoriali, “è aumentato rispetto al 2019 il consumo di ansiolitici”, specchio di stress e paura, ma anche l’impatto emotivo di problemi economici conseguenti all’emergenza coronavirus. Mentre “si è ridotto quello dei farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans)”, come l’ibuprofene, anche se l’Agenzie europea dei medicinali, a seguito della diffusione di una serie di notizie, ha tenuto a specificare che non vi sono prove scientifiche su una correlazione con il peggioramento della malattia da Covid-19. Anche i farmaci per la disfunzione erettile e i contraccettivi di emergenza “hanno mostrato una riduzione significativa d’uso tra marzo e maggio 2020”, di pari passo con i cambiamenti imposti dal virus alle relazioni sociali. Mentre gli acquisti ospedalieri di farmaci oncologici endovena, che sono somministrabili nei reparti di oncologia in regime ambulatoriale o di day hospital, si sono ridotti. Ma sono stati in parte compensati dalla crescita di acquisti di farmaci sottocutanei e orali, che si possono somministrare in casa propria, riducendo il rischio di contagio legato alle strutture sanitarie.

13 Gennaio 2021
di intermedianews
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AIFA: i due vaccini anti-Covid autorizzati sono sovrapponibili

Roma, 13 gennaio 2021 – “Tra i due vaccini Pfizer e Moderna, AIFA ha dato un giudizio di sovrapponibiltà: hanno la stessa piattaforma a mRna, stessa efficacia a e sicurezza, la principale differenza è che un flacone va diluito e l’altro no”. E’ quanto ha dichiarato oggi, durante un’intervista radiofonica, dal direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) Nicola Magrini. “Per il vaccino Pfizer non si è registrato finora nessun intoppo nonostante le preoccupazioni dettate dalla difficoltà di garantire una temperatura di -70 gradi per la conservazione – ha aggiunto Magrini -. Il vaccino di Moderna permette di ottenere 10 dosi e appena scongelato è utilizzabile. Risulta un po’ più comodo rispetto a quello di Pfizer ma non enfatizzerei troppo questo discorso anche relativamente ai -70 gradi. La catena prevista di distribuzione settimanale, con valige distributive che mantengono la temperatura per tre settimane, non ha avuto nessun intoppo, nessun inciampo o difficoltà distributiva. Quindi quello che sembrava un problema insormontabile si è rivelato nemmeno uno spauracchio e non è mai stato, per fortuna, un vero ostacolo”.