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Oltre la malattia


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ISS: nel mondo un miliardo casi malattie infettive neglette

Roma, 25 maggio 2018 – Nell’intero Pianeta si registrano ogni anno un miliardo di casi di malattie infettive ‘neglette’ che vengono ignorate. E’ quanto sottolinea il prof. Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in un editoriale sulla newsletter dell’istituto. “Le malattie neglette – spiega Ricciardi – sono causate da diversi agenti patogeni, dai protozoi ai batteri, dagli elminti fino ai virus. Si stima che il carico di malattia sia elevato, con più di un miliardo di casi, così come i costi, di miliardi di dollari ogni anno per le economie disastrate di circa 150 paesi situati per lo più in zone tropicali e subtropicali. Le malattie neglette, cosiddette perché in genere colpiscono i poveri e i marginali che vivono nei paesi in via di sviluppo o con economie in fase di transizione, non smuovono grandi interessi finanziari – aggiunge il presidente dell’ISS -. Anche per questo, purtroppo, la ricerca e sviluppo di nuovi farmaci e vaccini tende ad essere lenta”. Non bisogna andare in luoghi esotici per trovarle, spiega un articolo sempre nella newsletter Alliss. Uno studio dell’Iss pubblicato su Lancet Infectious Diseases è stato il primo a stimare la vera portata dell’echinococcosi cistica in Est Europa. Il survey ecografico, condotto nel 2014 e nel 2015, ha esaminato circa 25000 persone nelle aree rurali della Romania, Bulgaria e Turchia. Le prevalenze individuate hanno permesso di generare una stima delle persone infette da echinococcosi cistica nelle aree rurali di questi 3 paesi di oltre 151.000 casi umani (7.872 in Bulgaria, 37.229 in Romania, 106.237 in Turchia), di cui circa un terzo con cisti in fase attiva.


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Studio: nel 2045 un quarto della popolazione mondiale sarà obesa

Roma, 24 maggio 2018 – In meno di 30 anni un quarto della popolazione mondiale sarà obesa e questo incremento graverà pesantemente sui bilanci dei vari sistemi sanitari nazionale. E’ quanto sostiene un recente studio presentato all’European Congress on Obesity di Vienna. Secondo la ricerca questo fenomeno porterà anche a un tasso molto alto di persone con diabete di tipo 2, almeno uno su otto. Secondo gli ultimi dati lo scorso anno il 14% della popolazione era obesa e il 9% aveva il diabete di tipo 2. Sulla base dei numeri forniti dall’OMS sono state svolte delle proiezioni al 2045. E’ stato quindi ottenendo un valore rispettivamente del 22% per gli obesi e del 14% per i diabetici. “Questi numeri sottolineano la sfida che il mondo deve affrontare – ha affermato Alan Moses, l’autore principale dello studio scientifico -. Oltre ai problemi medici che le persone dovranno affrontare, il costo per i sistemi sanitati sarà enorme”. La tendenza riguarderà anche i paesi occidentali. Negli USA, per esempio, se continueranno i trend attuali si passerà dal 39% di obesi del 2017 al 55%. Per quanto riguarda invece il diabete, la l’incidenza della malattia dal 14% arriverà al 18%. Sempre secondo i ricercatori, per stabilizzare i casi di diabete di tipo 2 in tutto il mondo attorno al 10% nel 2045, il tasso di obesità dovrebbe essere ridotto al 10% della popolazione mondiale.


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Dalla colazione alla cena: ecco la “settimana perfetta”

Roma, 23 maggio 2018 – Pane, pasta, frutta e verdura. Ecco cosa non deve mai mancare nell’alimentazione dei più piccoli. Prima di tutto fate attenzione alla qualità degli alimenti e alla quantità del cibo assunto. Devono essere bilanciate rispetto al fabbisogno per età e sesso. Importante anche la combinazione e la preparazione degli ingredienti. Parola d’ordine: limitare le fritture. Scegliete, invece, la cottura al vapore. Cosa evitare? Il consumo di zuccheri ad alto indice glicemico. Quindi: dolci, riso bianco, succhi di frutta, bevande zuccherate. Bandite anche le merendine confezionate e gli snack salati. O meglio, cercate di limitarle… Via libera invece ai cereali, meglio se integrali e più volte al giorno (pasta o riso sia a pranzo che a cena, pane a prima colazione, pranzo e cena). In prima linea dovrebbero finire frutta e verdura, da consumare in grande quantità. Almeno 4 volte alla settimana proponete pesce e legumi, riducendo a 3 volte carne e derivati. Formaggi e uova, invece non più di una volta ogni sette giorni.


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AIFA: “L’Esecutivo deve avviare una nuova governance farmaceutica”

Roma, 22 maggio 2018 – “Sono certo che il nuovo Governo e il nuovo ministro della Salute, affronterà il problema del governo della spesa farmaceutica. Una spesa fuori controllo considerando il cambiamento demografico e l’arrivo dei nuovi farmaci efficaci ma costosi”. E’ questo l’auspicio di Mario Melazzini, Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco. “L’intervento normativo – ha spiegato Melazzini – è indispensabile in base al nuovo scenario, con la ricerca scientifica che ha portato a disposizione della popolazione terapie talmente efficaci che malattie fino a qualche anno fa considerate non risolvibili oggi sono, invece, affrontabili. Diventano così patologie croniche e il 30% della popolazione è affetto da queste malattie. Chiaramente l’impatto della sostenibilità della spesa farmaceutica deve essere affrontato”. Il Direttore Generale dell’Agenzia è inoltre convinto che “come è stato fatto con il Governo attuale, cercando di arrivare a soluzioni, anche il prossimo Esecutivo mi auguro, nell’ottica di garantire sempre questo nostro servizio sanitario nazionale ci dia le indicazioni che devono essere necessariamente leggi in grado di rispondere al meglio ai bisogni di salute dei cittadini”.


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Studio: l’immunoterapia favorisce i pazienti oncologici maschi

Roma, 21 maggio 2018 – L’immuno-oncologia non porta gli stessi benefici a uomini e donne. In termini di sopravvivenza il guadagno sembra superiore per i maschi, che grazie al trattamento mostrano una riduzione del rischio di morte doppia rispetto alle femmine. E’ quanto ha stabilito uno studio dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, pubblicato su ‘Lancet Oncology’. Una metanalisi che ha analizzato i risultati di 20 trial clinici randomizzati condotti su oltre 11 mila malati di tumore in fase avanzata, indicando che “il sesso del paziente può avere un impatto sull’efficacia dell’immunoterapia”, nuova frontiera delle cure contro il cancro. Studi precedenti – ricordano dall’Ieo – hanno dimostrato che gli uomini hanno un rischio di mortalità per cancro quasi doppia rispetto alle donne, a causa di stili di vita e fattori biologici. Nel nuovo lavoro gli scienziati milanesi si sono concentrati sulla differenza nella sopravvivenza di pazienti curati con immunoterapia. Combinando i dati di 20 studi hanno analizzato 11.351 malati, trattati con farmaci inibitori di checkpoint immunitari per forme avanzate o metastatiche di melanoma, carcinoma renale, tumore uroteliale, tumori del distretto testa-colo e tumore polmonare. In totale sono stati studiati 7.646 uomini (67%) e 3.705 donne (33%), e il risultato finale è appunto che “la riduzione del rischio di morte dei pazienti maschi è il doppio di quella delle pazienti femmine”.