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Oltre la malattia

19 Aprile 2019
di intermedianews
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Con vaccino HPV – 88% di lesioni tumorali al collo dell’utero

Roma, 19 aprile 2019 – La vaccinazione contro il Papillomavirus (Hpv) effettuate intorno ai 12-13 anni premette di ridurre, fino all’88%, le lesioni che provocano i tumori al collo dell’utero. Ma più ci si vaccina tardi e meno efficace è la protezione. Arriva da uno studio pubblicato sul British Medical Journal e che ha analizzato quasi 140.000 ragazze, la conferma della capacità del vaccino anti Hpv di prevenire uno dei tumori più diffusi nelle donne. Il programma di vaccinazione contro l’Hpv per ragazze tra 12 e 13 anni è stato introdotto in Scozia nel 2008. La ricerca condotta presso l’Università di Edimburgo ha analizzato i suoi effetti sullo sviluppo delle neoplasie intraepiteliali cervicali (Cin), ovvero lesioni precancerse che precedono il tumore alla cervice e che possono essere di pericolosità lieve, moderata o grave. Per farlo hanno comparato i dati sulla vaccinazione e i risultati degli screening ginecologici di 138.692 giovani donne nate tra il 1988 e il 1996: tra loro vi erano donne non vaccinate (nate tra il 1988 e 1990), donne che avevano avuto la possibilità di recuperare la vaccinazione tra i 14 e i 17 anni (nate tra il 1991 e 1994) e ragazze sottoposte alla vaccinazione di routine a 12-13 anni (nate tra 1995 e 1996).
Questo ultimo gruppo beneficiava di una riduzione del 79% di lesioni precancerose di lieve pericolosità, una riduzione dell’88% di quelle moderate e dell’86% delle lesioni più gravi. Ma la capacità di prevenzione diminuisce per chi si vaccina tardivamente: tra chi lo aveva fatto a 17 anni la riduzione delle lesioni gravi scendeva dall’86% al 51%. “Le cifre sono impressionanti”, commenta Kevin Pollock, ricercatore presso la Glasgow Caledonian University e coautore dello studio, “e mostrano che il vaccino HPV è associato alla quasi completa eliminazione delle lesioni cervicali nelle giovani donne scozzesi, già dopo solo otto anni dall’inizio del programma vaccinale”.

18 Aprile 2019
di mnicoli75
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B.Live e IL VIAGGIO DELLE STELLE

IL VIAGGIO DELLE STELLE è l’avventura di eroi ordinari, i B.Livers, ragazzi affetti da patologie gravi e croniche, che a tappe partendo da Milano il 25 maggio 2019, passando per la magnifica tenuta di Borgoluce a Susegana e visitando alcuni luoghi delle cicatrici del passato recente e remoto (Piave, Vajont, boschi del Cadore, Dolomiti), raggiungeranno il 1 giugno Cortina e la vetta del Col Gallina a 2.500 mt., dove dormiranno sotto le stelle in un campo tendato e nella meravigliosa Starlight Room.

Sarà un viaggio di autostima, coraggio e saggezza, pedalando su bici elettriche e altri mezzi sostenibili, per portare un messaggio di forza ed energia pulita e una benaugurante bandiera olimpica, in occasione dell’elezione del sito delle Olimpiadi Invernali del 2026.

Le storie e le sfide dei B.Livers, nel loro percorso dalla malattia alle vette della “normalità” saranno protagoniste anche di un film. I ragazzi nel loro viaggio avranno il supporto di molti amici e aziende, che si sono uniti per raccontare l’avventura di questi eroi ordinari.

Potete trovare il video tutto da ascoltare presentato alla conferenza stampa del 16 aprile presso la Veneranda Fabbrica del Duomo a Milano, VIDEO

Qui potete trovare il progetto e l’avventura che i B.Livers vivranno a breve, PROGETTO

17 Aprile 2019
di intermedianews
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Farmaci troppo cari, l’OMS chiede più trasparenza

Roma, 17 aprile 2019 – L’accesso ai medicinali sta diventato un problema serio anche nei Paesi ricchi. Il motivo di questo nuovo fenomeno è l’eccessivo costo di alcuni farmaci che sta determinando un razionamento da parte delle autorità sanitarie. E’ questo l’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nel forum globale svoltosi la scorsa settimana in Sud Africa, i delegati di governi e organizzazioni della società civile hanno chiesto maggiore chiarezza sui costi della ricerca, lo sviluppo e la produzione dei farmaci, per poter consentire ai compratori di negoziare prezzi più accessibili. A tal fine si vuole lavorare su una piattaforma con tutti gli attori in causa per identificare le strategie per ridurre i prezzi dei farmaci e allargare il loro accesso. Un rapporto redatto per l’Oms nel 2017 ha mostrato infatti che il costo di produzione della maggior parte dei farmaci che si trova nella lista di quelli essenziali è solo una piccola frazione del prezzo finale pagato da governi, pazienti o assicurazioni. La mancanza di trasparenza sui prezzi pagati dai governi fa sì che molti dei paesi a basso e medio reddito paghino di più rispetto ai paesi ricchi alcuni farmaci. A tal fine tutti sono stati d’accordo nel promuovere una maggiore trasparenza e condividere le informazioni sui prezzi.

 

16 Aprile 2019
di intermedianews
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Cancro, un paziente su tre segue anche trattamenti alternativi

Roma, 16 aprile 2019 – Un paziente oncologico su tre fa ricorso a rimedi alternativi come prodotti erboristici e multivitaminici o ricorre anche a terapie alternative quali agopuntura, osteopatia, meditazione e yoga. E’ quanto sostiene uno studio della UT Southwestern University Medical Center in Texas (USA). La ricerca è stata pubblicata sulla rivista JAMA Oncology. “Si tratta di un dato preoccupante – ha riferito l’autore Nina Sanford -. Infatti le terapie oncologiche possono essere influenzate negativamente dall’uso di altre sostanze, anche di natura erboristica; si sospetta, inoltre, che prendere troppe vitamine (antiossidanti) possa ridurre l’effetto della radioterapia”. Lo studio si è basato sull’analisi di dati dell’indagine dei Centers for Disease Control and Prevention, la “National Health Interview Survey”. È emerso che le terapie alternative più diffuse tra i malati oncologici sono proprio i prodotti erboristici e l’osteopatia. L’altro dato allarmante, afferma Sanford, è che il 29% dei pazienti che fa uso di terapie alternative non ne parla col proprio medico, sottovalutando i rischi di interazioni con le terapie oncologiche; a loro volta i medici potrebbero non chiedere attivamente al paziente se assume altri prodotti e quali. Dunque, conclude l’esperta, “serve cautela nell’assunzione di integratori di qualunque tipo mentre ci si sottopone a cure oncologiche, mentre ben vengano approcci come lo yoga, la meditazione o più in generale l’esercizio fisico i cui benefici su pazienti con tumore sono stati dimostrati in diversi studi.

11 Aprile 2019
di intermedianews
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Tumori urologici: 6 Italiani su 10 non conoscono la prevenzione

Bologna, 11 aprile 2019 – Grande diffusione registrata tra la popolazione eppure ancora poco conosciuti. Sono i tumori urologici che complessivamente colpiscono, ogni anno, 77.900 uomini e donne nel nostro Paese. Eppure, il 44% degli italiani non sa che esistono cure efficaci in grado di contrastarli. In particolare, spaventa la scarsa consapevolezza per quanto riguarda la prevenzione primaria e secondaria. Il 61% ignora che si possono evitare innanzitutto attraverso stili di vita sani. Appena il 9% riconosce il fumo di sigaretta come causa del carcinoma della vescica. Mentre sedentarietà e obesità sono considerati fattori di rischio delle neoplasie alla prostata e al rene per solo il 38% dei cittadini. Il 53% sa che attraverso l’autopalpazione è possibile individuare la presenza di un tumore del testicolo. Ma il 79% non è mai andato dall’urologo per una visita di controllo. Sono questi alcuni dei dati del sondaggio on line svolto su oltre 2.000 persone dalla Società Italiana di Urologia (SIUrO). L’indagine è presentata oggi in occasione dell’apertura del XXIX Congresso Nazionale della Società Scientifica che vede riuniti fino a sabato a Bologna oltre 300 Specialisti. Per promuovere una maggiore cultura sul cancro della prostata, vescica, rene e testicolo la SIUrO lancia oggi un nuovo portale www.tumorigenitourinari.net, il primo interamente dedicato alle neoplasie urologiche. “Otto italiani su dieci vogliono saperne di più su patologie che rappresentano il 20% di tutti i tumori registrati nel nostro Paese – afferma il dott. Alberto Lapini, Presidente Nazionale SIUrO -. Il numero di nuovi casi risulta in costante aumento. Vogliamo quindi promuovere la prevenzione e aumentare le diagnosi precoci attraverso una corretta e adeguata informazione”. Sul nuovo portale ampio spazio viene dedicato al tema delle cure e degli effetti collaterali. Sempre secondo il sondaggio della SIUrO, il 41% degli italiani sostiene che l’impotenza sia la principale conseguenza del trattamento del tumore della prostata. “Le nuove terapie hanno aumentato i tassi di guarigione e al tempo stesso sono meno invasive rispetto al passato – aggiunge il dott. Renzo Colombo, Vice Presidente della SIUrO e Coordinatore Responsabile del portale -. Nel caso specifico del carcinoma prostatico circa un terzo dei casi risultano poco aggressivi e possono essere trattati con la sorveglianza attiva e quindi attraverso un monitoraggio costante dell’eventuale evoluzione della malattia. Tutte le neoplasie genito-urinarie sono sempre più patologie croniche e come tali possiamo controllarle. La scelta della procedura terapeutica deve tenere conto degli effetti collaterali e delle attese del paziente, come la salvaguardia di un’attività sessuale soddisfacente, della fertilità e di un rapido reinserimento nel mondo sociale e professionale”.