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Oltre la malattia

16 ottobre 2018
di intermedianews
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Studio: l’inquinamento è collegato al rischio di cancro alla bocca

Roma, 16 ottobre 2018 – Gli alti livelli di inquinanti atmosferici, in particolare le polveri sottili, possono essere collegati ad un aumentato rischio di sviluppare il cancro alla bocca. E’ quanto sostiene il primo studio nel suo genere, pubblicato online sul Journal of Investigative Medicine, che si aggiunge alle crescenti evidenze sui danni causati dal PM 2,5 alla salute umana. Il numero di nuovi casi di cancro alla bocca sta aumentando in molte parti del mondo. I fattori di rischio noti comprendono il fumo, il bere e il papilloma virus umano (HPV). Per scoprire se lo smog possa avere un ruolo, i ricercatori dell’Asia University a Taichung City, Taiwan, hanno esaminato i livelli di inquinanti atmosferici (monossido di carbonio, ozono, monossido e biossido di azoto, polveri sottili) durante il 2009 in 66 stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria di Taiwan. Nel 2012-13, hanno controllato le cartelle cliniche di 482.659 uomini di età pari o superiore a 40 anni, tra i quali hanno diagnosticato 1617 casi di cancro alla bocca. Le diagnosi sono state quindi collegate ai livelli locali di inquinanti atmosferici del 2009. Si è visto così un’associazione con livelli crescenti di PM 2,5, noti per essere dannosi per la salute respiratoria e cardiovascolare: i livelli superiori a 40,37 μg/m3 se confrontati con livelli inferiori a 26,74 μg/m3, erano associati a un rischio aumentato del 43% di diagnosi di cancro alla bocca. Alcuni dei componenti di PM 2,5, ricordano i ricercatori, includono metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici, noti agenti cancerogeni.

15 ottobre 2018
di intermedianews
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OMS: pandemia da nuovo virus influenzale è una certezza

Roma, 15 ottobre 2018 – “L’arrivo di un’altra pandemia causata da un nuovo virus influenzale è una certezza, anche se non sappiamo quando questo accadrà, quale ceppo virale sarà e quanto sarà grave la malattia”. E’ quanto sostiene Wenqing Zhang, direttore del Programma Globale per l’Influenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che, in un focus sul portale web, non conferma né esclude che questo possa avvenire quest’anno. Ciò che rende unico il virus dell’influenza è che cambia continuamente. “Per questo – spiega l’Oms – si può contrarre varie volte nella vita e riesce a sfuggire alla capacità dei vaccini esistenti di proteggere la popolazione. In alcuni casi, quando le mutazioni sono particolarmente importanti, questo può provocare una pandemia, caratterizzata dalla sua capacità dl nuovo agente patogeno di diffondersi in modo veloce nella popolazione. Risale ad un secolo fa la più grande pandemia influenzale della storia, la spagnola, che causo la morte di ben il 5% della popolazione”. “L’influenza pandemica è un importante problema di salute pubblica che non siamo in grado di prevenire o eliminare, data la nostra tecnologia e conoscenza attuali”, prosegue Zhang. Eppure oggi, mette in guardia il direttore del Programma Globale per l’Influenza dell’OMS, “meno della metà di tutti i Paesi ha un piano nazionale di preparazione per fronteggiarla; di questi, pochi hanno piani aggiornati”. Per affrontare le conseguenze di una pandemia, “il mondo deve lavorare come una squadra”, conclude l’esperto, puntando su “tempestività e qualità della condivisione delle informazioni sul virus, ricerca e innovazione”.

11 ottobre 2018
di intermedianews
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Studio: per i giovani obesi aspettativa di vita più breve di 10 anni

Sydney, 11 ottobre 2018 – Un giovane in sovrappeso ha un’aspettativa di vita fino a 10 anni in meno rispetto ai suoi coetanei snelli. E’ quanto sostiene un nuovo modello matematico che arriva dall’Australia ed è stato sviluppato dall’Università di Sydney e ritenuto applicabile ai Paesi ad alto reddito dove l’obesità è in netto aumento. “Sappiamo che l’eccesso di peso ha un impatto sulla salute, ma il peso eccessivo nei giovani adulti ha un chiaro impatto sull’aspettativa di vita”, scrive l’autore della ricerca Thomas Lung, specialista di economia della salute del George Institute for Global Health, sull’International Journal of Obesity. “Parliamo di vivere fino a 10 anni di meno”, aggiunge. In media uomini e donne fra 20 e 25 anni possono aspettarsi di vivere rispettivamente per altri 57 e 60 anni. Ma se sono già obesi le donne perderanno 6 di quegli anni e gli uomini 8 a causa di problemi di salute associati. Per chi è severamente obeso, gli anni di vita che perderanno salgono rispettivamente a 8 e 10. In particolare in Australia, l’obesità ha superato il fumo come causa prevenibile di morte. “I nostri modelli prevedono che la prevalenza dell’obesità fra gli adulti aumenterà del 35% entro il 2025”, aggiunge Lung. “E’ necessario agire adesso e attuare una strategia di prevenzione dell’obesità puntando sugli adulti di ogni età, e in particolare sui giovani adulti”, aggiunge.

10 ottobre 2018
di intermedianews
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Vaccini: ISS: “Italia bomba a orologeria, immunizzare anche adulti”

Roma, 10 ottobre 2018 – “Bisogna ricordare che mai come in questo momento è importante la vaccinazione: da questo punto di vista l’Italia è una ‘bomba a orologeria’ perché sono centinaia di migliaia le persone suscettibili a malattie infettive. Nel 1999 fu abolito il certificato per l’iscrizione a scuola e quindi oggi abbiamo adolescenti, adulti e anziani a rischio. Andrebbero vaccinate anche queste categorie, oggi sprovviste di protezione”. E’ quanto ha dichiarato ieri, a margine di un convegno, Walter Ricciardi, membro dell’Executive Board dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e presidente dell’Istituto Superiore di Sanità. “Il ruolo dell’Italia nella lotta per difendere la salute globale – ha evidenziato – è importante perché il nostro Paese è al centro a livello geografico, in un mondo in cui oggi la mobilità è ai livelli più alti da quando esiste l’uomo. Sono problemi che vanno governati, perché queste migrazioni portano potenzialmente anche problemi di salute. Ma l’Italia è importante oltre che geograficamente anche scientificamente, perché ha esperienze, ricercatori e attività da sfruttare al meglio in questa lotta”. Secondo Ricciardi le sfide più importanti sono “le malattie infettive, che sono quelle che più rapidamente si diffondono con i movimenti dei popoli: è importantissimo proteggere la popolazione italiana, e questo lo si fa proteggendo la popolazione mondiale. Ancora, c’è il problema del cambiamento climatico: oggi la situazione è drammatica, non abbiamo più di 20 anni, una o due generazioni, per agire. Infine, le malattie croniche: diabete, sovrappeso e obesità causate anche dall’alimentazione sbagliata stanno diventando problemi gravissimi anche nei Paesi a basso reddito”.