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Oltre la malattia


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Linkage, un progetto dell’Istituto dei Tumori di Milano per aiutare i cinesi ad accedere alle cure

Milano, 14 aprile 2018 – Per superare le barriere linguistiche e culturali che impediscono un tempestivo accesso ai servizi sanitari e una corretta relazione medico-paziente, l’Istituto nazionale dei tumori di Milano ha attivato due anni fa un progetto dedicato alla popolazione cinese.

L’iniziativa «Linkage» comprende un servizio permanente di mediazione linguistica e culturale per accogliere e assistere i pazienti cinesi affetti da malattie oncologiche e residenti in Italia. Per favorire la prevenzione e la cura dei tumori nella comunità cinese di Milano, inoltre, domenica 15 aprile è stata organizzata una giornata di sensibilizzazione e formazione insieme all’Associazione degli Alumni dell’Università di Zhejiang in Italia, con il patrocinio di Salute Donna Onlus e dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).

Nel corso dell’incontro, verranno illustrate le principali regole per evitare l’insorgenza dei tumori: non fumare, tenere sotto controllo il peso, evitare l’abuso di alcol, seguire una dieta equilibrata e sottoporsi agli esami di screening.

«La lotta al cancro non può e non deve avere confini – afferma il professor Giuseppe Procopio, Responsabile S.S. dell’Oncologia Medica Genitourinaria dell’INT di Milano -. Quella cinese è la quarta comunità straniera residente nel nostro Paese. Si tratta di una popolazione relativamente giovane e sana ma comunque esposta lo stesso al rischio di cancro. Noi oncologi siamo sempre più chiamati ad assistere pazienti provenienti dalla repubblica popolare asiatica».

In Italia, secondo i dati Istat del 2016, i cinesi sono quasi 334 mila, l’8,5% dei non italiani. Solo a Milano la comunità cinese è composta da oltre 35 mila persone facendone la città con la popolazione cinese residente più numerosa di tutta l’Italia. Più del 40% dei cittadini stranieri d’origine cinese residenti in Italia sostiene, infatti, di avere difficoltà ad accedere alle prestazioni sanitarie per problemi di comprensione con i medici. Ma Linkage è anche un importante strumento di ricerca: l’obiettivo è infatti quello di creare il primo registro dei pazienti cinesi dell’INT, con i dati demografici, diagnostici, di trattamento e follow-up.

Appuntamento alle ore 10.30 presso il Ristorante Cinese Uva Garden in Via Paolo Sarpi 52 a Milano insieme ai clinici dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano.


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Tumore del rene: la prevenzione e’ possibile anche dopo i 65 anni

Ancona, 12 aprile 2018 – Gli anziani italiani non conoscono o non mettono in pratica le regole per la prevenzione del cancro. E questo avviene anche nelle Marche. Nella Regione, infatti, il 24% della popolazione adulta fuma regolarmente e il 34% della popolazione è in sovrappeso (l’8% addirittura obeso). Tabagismo e chili di troppo sono i due principali fattori di rischio del tumore del rene. Si tratta di una patologia oncologica in forte crescita e che colpisce ogni anno circa 13.600 italiani. Per questo Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) in collaborazione con FederAnziani promuove in tutta la Penisola un tour itinerante. In otto città sono organizzate speciali lezioni di salute in centri anziani e durante gli incontri viene distribuito materiale informativo. Domani ad Ancona, presso il DLF di Largo Sarnano 8, si terrà la quinta tappa. . “Abbiamo deciso di rivolgerci agli over 65 perché gli stili di vita sani vanno seguiti anche durante la terza età – afferma la prof.ssa Rossana Berardi, Direttore della Clinica Oncologica dell’UNIVPM-Ospedali Riuniti di Ancona -. I dati parlano chiaro: l’aspettativa di vita aumenta, quindi non è mai troppo tardi per modificare le proprie abitudini sbagliate e stare così alla larga da molte gravi malattie. In particolare i tumori genito-urinari sono pesantemente influenzati da un vizio estremamente pericoloso, e ancora in parte sottovalutato dagli over 70, come il fumo. Quando accendiamo una sigaretta le sostanze nocive e cancerogene non colpiscono solo le vie aeree superiori e i polmoni. Anche l’apparato urinario corre gravi pericoli. Al tabacco sono, per esempio, attribuibili circa il 40% di tutti i casi maschili di tumore del rene”. Un altro fattore di rischio per questa malattia è rappresentato dall’ipertensione arteriosa, una condizione tipica della terza età. “Aumenta fino al 60% le probabilità di insorgenza – prosegue la prof.ssa Berardi -. È determinata soprattutto da un’alimentazione scorretta ed eccessivamente ricca di sale e grassi saturi. Il nostro consiglio è di seguire sempre, dall’infanzia fino alla vecchiaia, la dieta mediterranea e di praticare costantemente un po’ di attività fisica. Così si possono contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire anche il rischio oncologico”. Durante l’incontro di domani ad Ancona ampio spazio verrà riservato anche alle terapie a disposizione degli oncologi. “Grazie a nuove categorie di farmaci il carcinoma renale può essere gestito bene anche in età o in fase molto avanzata – conclude la prof.ssa Berardi -. Le cure tradizionali come chemioterapia e radioterapia hanno da sempre dimostrato alcuni limiti mentre negli ultimi anni sono arrivati nuovi e più efficaci trattamenti”.


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Ministero della Salute: oltre 8 milioni d’italiani bevono troppo alcol

Roma, 11 aprile 2018 – Sono soprattutto uomini e non consumano solo birra e vino ma anche aperitivi, amari e superalcolici. Secondo l’ultima Relazione del Ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati sono oltre 8,6 milioni gli italiani da considerare bevitori a rischio. Il report è stato recentemente inoltrato al Parlamento. Dei 8,6 milioni di consumatori a rischio per patologie e problematiche correlate all’alcol, ben 6 milioni sono uomini. Ma a preoccupare sono in particolare i “giovani anziani” tra i 65-75 anni e i minori, ovvero i 16-17enni, che di bevande alcoliche non dovrebbero proprio consumarne. Tra i giovani e giovanissimi, in particolare, continua a crescere il binge drinking, o assunzione di molto alcol fuori dei pasti e in un breve arco di tempo “rappresenta l’abitudine più diffusa e consolidata”: nel 2015 il fenomeno riguardava il 15,6% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, nel 2016 il 17%. Tecnicamente si tratta “dell’abitudine di consumare quantità eccessive – convenzionalmente sei o più bicchieri di bevande alcoliche anche diverse – in una singola occasione. Questo comportamento è presente prevalentemente nei Paesi del nord Europa, ma si è fortemente radicato anche nel nostro Paese in particolar modo nella fascia giovanile della popolazione” sostiene la Relazione.


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Studio: i frutti di bosco potenziali armi anti-tumori

Roma, 9 aprile 2018 – Le preziose sostanze antiossidanti dei frutti di bosco potrebbero essere utilizzate in futuro come armi anti-cancro. Si tratta di molecole antiossidanti, dette antocianine, che conferiscono il caratteristico colore acceso. Una ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, sostiene che queste sostanze interferiscono con quei geni che promuovono la crescita tumorale. Favoriscono infatti l’attivazione di altri geni cosiddetti “oncosoppressori” (che sopprimono la crescita del cancro). Lo studio è stato condotto presso l’Università della Finlandia Orientale e getta le basi per lo sviluppo di nuove armi anti-cancro. Gli scienziati scandinavi hanno studiato in particolare la cianidina, sostanza presente in particolar modo nel ribes nero, nel mirtillo e nel mirtillo rosso. Trattando cellule di tumore del colon con la cianidina, questa mostra di essere in grado di attivare un ‘circuito anticancro’: attiva l’enzima ‘sirtuina 6’ che a sua volta spegne dei geni che promuovono la crescita delle cellule malate e attiva geni oncosoppressori, che riducono la crescita tumorale. Gli esperti hanno anche ideato un ‘software’ che predice l’azione anti-cancro di tutte le altre molecole antiossidanti presenti nei cibi, si dà poter effettuare uno screening a tappeto di quelle che potrebbero rivelarsi utili come base di partenza per sviluppare nuovi farmaci antitumorali.