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Ocse: sanità italiana promossa a metà, forti le differenze tra regioni

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Roma, 20 gennaio 2015 – Secondo l’Ocse gli indicatori di salute della popolazione sono “tra i migliori” del bacino di competenza, e il Paese “ha migliorato notevolmente la qualità dell’assistenza negli ultimi decenni, ma deve affrontare le permanenti, forti disparità che permangono tra le regioni”. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Ocse, che fra le altre cose suggerisce di “sviluppare le responsabilità delle autorità nazionali” e lancia un monito: i continui tagli alla spesa non devono intaccare la qualità dell’assistenza. “Oltre a lavorare per ridurre le forti disparità tra le regioni – prosegue l’Organizzazione – è necessario porre maggiore attenzione rispetto alla qualità della sanità a livello nazionale. Negli ultimi anni il settore sanitario ha subito forti pressioni di contenimento della spesa nel contesto delle manovre di bilancio. Mentre l’Italia fornisce un’assistenza sanitaria di qualità e a un costo relativamente basso, la lenta crescita della spesa prima della crisi e il taglio della spesa durante la crisi (-0,4% sia nel 2010 che nel 2011) hanno messo a dura prova le risorse”. “L’Italia – conclude l’Ocse – deve assicurare che continui sforzi per contenere la spesa sanitaria non intacchino la qualità dell’assistenza sanitaria come principio fondamentale di governance. L’allocazione delle risorse regionali deve avere un focus sulla qualità, ed essere collegata ad incentivi per il miglioramento della qualità. A livello regionale, devono essere concordati piani di miglioramento della qualità con obiettivi specifici”.

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