Souloncology

Oltre la malattia


Bella come una Barbie. Senza capelli.

Kin ha solo 12 anni e fa la chemioterapia per curare una leucemia. Jane Bingham invece ha 41 anni, fa la fotografa ed è anche lei reduce dal trattamento chemioterapico ma per un linfoma. Sono distanti ma si incontrano in una chat dedicata ai malati di tumore ed hanno un’idea: una Barbie senza capelli, una bambola che fa chemioterapia.

Così proprio l’odiata nemica delle femministe anni Sessanta potrebbe trovare una nuova dimensione sociale, dopo essere passata indenne attraverso tutti i mestieri e le etnie. Per ora la Mattel, casa produttrice del fortunato giocattolo divenuto ormai simbolo, non si è pronunciata e pare che non abbia mai risposto alle lettere inviate dalle due donne. Ma nel frattempo l’idea ha già fatto il giro del mondo ed è diventata un appello sui principali Social Network  riscuotendo l’approvazione di migliaia di persone.

Psicologi ed oncologi, interpellati dai media, hanno giudicato l’idea eccellente, definendo la Barbie senza capelli un’ottima compagnia per le piccole malate di cancro, addirittura una spinta positiva alla guarigione. Potrebbe anche essere un bel regalo per le piccole figlie di donne malate, che potrebbero così abituarsi più facilmente ai cambiamenti delle loro mamme.

Fare della perdita dei capelli, temporanea o anche definitiva, uno status da vivere con normalità, senza ulteriori ansie e senza crearsi complessi. Si può essere belle lo stesso. Voi cosa ne pensate?

 


Il gioco delle parrucche

Prima di cominciare la chemioterapia, spesso i medici consigliano di tagliare i capelli corti o cortissimi, per limitare lo shock della caduta. Molte donne seguono il consiglio, altre adottano strategie differenti, come legare i capelli lunghi in una treccia finché è possibile. Ma tutte possono provare ad indossare una parrucca e a volte il gioco è così divertente che si dimentica per un po’ di farlo per necessità. Continua a leggere