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OMS: non sono pubblici i risultati del 23% degli studi clinici

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Ginevra, 20 aprile 2015 – L’OMS chiede la divulgazione dei risultati degli studi clinici per i prodotti medici, “qualunque sia il risultato”. E lo fa allo scopo di garantire che le decisioni relative alla sicurezza e l’efficacia dei vaccini, farmaci e dispositivi medici per l’utilizzo umano siano supportate dalle migliori evidenze disponibili. “La nostra intenzione è promuovere la condivisione delle conoscenze scientifiche al fine di promuovere la salute pubblica”, ha spiegato Marie-Paule Kieny, Vice Direttore Generale per i sistemi sanitari e innovazione dell’OMS. “Questo principio è del resto alla base dell’obiettivo principale della ricerca medica: offrire un miglioramento all’umanità”. “La mancata pubblicazione dei risultati genera disinformazione, indirizzando verso priorità distorte sia la Ricerca e Sviluppo, sia gli interventi di sanità pubblica”, ha aggiunto Kieny. Secondo cui “questo genera costi indiretti per gli enti pubblici e privati, compresi i pazienti stessi, che pagano per trattamenti non ottimali o nocivi”. Sul tema l’Oms presenta anche alcuni dati. “Da uno studio che ha analizzato l’attività di report da ampi studi clinici (oltre 500 partecipanti) registrati su ClinicalTrials.gov e completati entro il 2009 – si legge nella nota dell’Oms – emerge che il 23% non ha reso pubblici i risultati. Questi studi clinici hanno coinvolto quasi 300 000 persone. Tra gli studi clinici sui vaccini contro 5 malattie registrati in una varietà di database tra il 2006 e il 2012, solo il 29% era stato pubblicato in una rivista peer-reviewed nel termine raccomandato dall’OMS di 24 mesi dal completamento dello studio.

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