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Tumori: scoperta nuova tecnica per radioguidare gli interventi

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Roma, 30 gennaio 2015 – E’ un’innovativa tecnica di chirurgia oncologica radioguidata, che utilizza al posto della radiazione gamma, cioe’ i fotoni oggi comunemente impiegati, la radiazione beta, cioe’ gli elettroni. A realizzarla e’ stato un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dell’Universita’ Sapienza di Roma, dell Centro Fermi, dell’Istituto Italiano di Tecnologia, dell’Istituto Neurologico Carlo Besta e dell’Istituto Europeo di Oncologia. La tecnica e’ stata descritta sul Journal of Nuclear Medicine. I primi risultati della ricerca riguardano la sensibilita’ della tecnica su particolari tipi di tumore, quali meningiomi e gliomi di alto grado: la valutazione e’ statisticamente positiva per questi casi clinici. Ora i ricercatori sono in attesa delle ultime approvazioni per cominciare dei test preclinici su campioni prelevati durante operazioni chirurgiche di meningiomi.La chirurgia radioguidata e’ una tecnica che mira all’identificazione di residui tumorali per permettere una completa resezione in sede operatoria. Si inietta una sostanza radioattiva (un radiofarmaco) che si lega preferenzialmente alle cellule tumorali. Si attende che il farmaco sia metabolizzato e poi, durante l’operazione per l’asporto del tumore, si usa un dispositivo (sonda) in grado di rivelare la radiazione per verificare tessuti su cui si ha il dubbio se siano tumorali o meno. Alla fine della resezione, sempre durante l’operazione, si puo usare la stessa sonda per verificare se siano rimasti residui.

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