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Oltre la malattia

L’intervento ricostruttivo del seno: intervista al Dott. Maurizio Bruno Nava

Intervista al Dott. Maurizio Bruno Nava, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva e direttore dell’unità di chirurgia plastica dell’INT (Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, Milano).

Dottor Nava, la chirurgia plastica è ormai parte integrante del trattamento oncologico: nel momento stesso in cui vengono diagnosticati  un tumore al seno e la necessità di una mastectomia, può essere già programmato anche l’intervento di ricostruzione?

Assolutamente sì, anzi rafforzerei il concetto da lei espresso nella domanda. Oggi l’intervento ricostruttivo DEVE essere programmato sin dall’inizio, in modo da pianificare il percorso chirurgico della paziente. La valutazione deve essere fatta insieme da chirurgo senologo e chirurgo plastico, o da una figura che per esperienza e pratica consolidata possa riassumere le due figure.

Quali sono i passi da compiere per una corretta pianificazione preoperatoria?

La visita prima dell’intervento consiste nell’informare la donna delle possibilità chirurgiche sia di asportazione sia di ricostruzione, ed insieme a lei, una volta informata di benefici e rischi sia dal punto di vista oncologico sia ricostruttivo, scegliere la tecnica chirurgica che permetta il miglior controllo locale della malattia ed un buon risultato cosmetico. Faccio un esempio: mammella piccola e umore di piccole dimensioni. È chiaro che conservare la mammella può essere a rischio per una buona radicalità e nello stesso tempo è comunque impossibile ottenere un buon risultato cosmetico. Non è possibile utilizzare una protesi poiché la paziente dovrà fare radioterapia e nello stesso tempo, per le piccole dimensioni della mammella, è impossibile fare un rimodellamento. Meglio sarebbe una mastectomia che conserva tutta la pelle, l’areola ed il capezzolo e nello stesso tempo inserire una protesi e magari aumentare contestualmente il seno contro laterale con un effetto simile ad una mastoplastica additiva.

Spesso Lei ha sottolineato che, pur avendo oggi a disposizione diverse tecniche, non tutte sono adatte a ciascun tipo di intervento, e non sono interscambiabili. Può fornirci una breve panoramica sulle varie tecniche oncoplastiche con le relative indicazioni, vantaggi e limiti di ciascuna?

Difficile addentrarsi in tutte le tecniche chirurgiche, credo sia più efficace un esempio: una mammella piccola rispetto ad una mammella di grosse dimensioni e con una ptosi evidente, cioè cadente. È chiaro che pur necessitando entrambe di una mastectomia, diverse saranno le incisioni cutanee ed il tipo di mastectomia così come diverso sarà il tipo di ricostruzione. Come già prima accennato si potrebbe così riassumere:

  • Quando possibile (tumore di piccole dimensioni) è sempre meglio conservare la mammella e nello stesso tempo effettuare tecniche di rimodellamento come in chirurgia estetica; in caso di mammelle piccole meglio una NAC Sparing Mastectomy e ricostruzione con protesi bilaterale.
  • Quando una mastectomia è necessaria, la forma e la dimensione della mammella saranno il primo driver per scegliere le incisioni cutanee: se usare un espansore e quindi una ricostruzione in due tempi, oppure on un tempo unico con una protesi permanente. La ricostruzione con tessuto autologo oggi viene presa in considerazione solo in caso di radioterapia.

L’intervento di ricostruzione del seno dopo una mastectomia per tumore è a pagamento?

È un intervento che il sistema sanitario nazionale copre completamente. Ogni donna poi sceglierà quale sistema scegliere, se pubblico o privato.

Se una donna non è soddisfatta del risultato si può intervenire nuovamente?

Generalmente sì. Dipende ovviamente dal problema che esiste e dal tipo di insoddisfazione. Non sempre è possibile riuscire a soddisfare quello che la paziente desidera, ma questo doveva essere chiarito prima del primo intervento.

Esistono formule assicurative da prendere in considerazione prima di sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica (generale)?

Per la chirurgia estetica pura non esistono, credo, forme assicurative. Per la chirurgia ricostruttiva della mammella non tutte le assicurazioni riconoscono la ricostruzione della mammella come intervento ricostruttivo, ma invece lo ritengono un intervento estetico. Suggerisco a tutti di verificare bene prima di fare un’assicurazione.

Per la sua esperienza, quant’è importante per una donna l’estetica del seno e in che misura e modo incide sulla vita futura di una paziente?

Il seno è per una donna un insieme di significati simbolici e coinvolgenti la sfera psicologica che determinano variazioni importanti nei rapporti affettivi e nella stima di se stesse. L’importante è che la donna sia motivata, cioè che la necessità di ricorrere ad un intervento di estetica parta solo dalla sua voglia di migliorare il rapporto con il suo corpo e non da stimoli esterni.

Infine, come medico e come uomo, qual è la soddisfazione più grande nel suo lavoro?

Ridare ad una donna la voglia di vivere e convivere con se stessa in armonia e, soprattutto in chirurgia ricostruttiva, aiutarla ad uscire da quel tunnel nel quale all’inizio della diagnosi di malattia sembra non finire mai. Sentirsi dire “grazie a lei mi sento ancora una donna” non ha prezzo né paragoni.

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