Souloncology

Oltre la malattia

Il cancro e poi

C. ha appena 23 anni e lunghi capelli biondi che la terapia ha lasciato intatti. Il suo blog “il cancro e poi” è uno dei siti più visitati sull’argomento, la sua pagina facebook supera i 1500 fans.
Il segreto è probabilmente nella capacità di raccontare con parole semplici ma adeguate le emozioni che si provano quando si attraversa una prova così difficile, nella forte delicatezza con cui C. mostra se stessa mettendo a nudo tutto quello che di bellissimo e tremendo si fronteggia quando il cancro invade la vita.
C. incontra SempreDonna.net sul web e ci scrive un messaggio che è un post anche sul suo blog. Nasce da qui una confidenza che ci porta a discutere con lei dell’importanza della comunicazione e dei vantaggi della rete.

Ci racconti come è nata l’idea del blog?

Ho creato la pagina facebook “Il cancro e poi” il 19 aprile 2012, mentre ero convalescente dall’ultimo grande intervento chirurgico, quando, limitata nei movimenti ma non nelle idee (e quelle neanche il cancro può e deve portarcele via!) ho pensato di dare un senso a quello che stavo vivendo.
Ad agosto alla pagina fan ha fatto seguito il sito , che nel giro di poco più di un mese ha raggiunto quasi 8mila visite: non me lo sarei mai aspettato e ne sono molto felice!!
Il desiderio è stato fin dal principio quello di creare un luogo virtuale di incontro e scambio su quella difficilissima ma estremamente formativa esperienza di vita che è il cancro. La scrittura è sempre stata la mia valvola di sfogo in ogni piccola-grande circostanza della mia vita e con il cancro non poteva che essere altrimenti. La forza di un luogo virtuale è quella di poter condividere i pesi con persone che – per quanto sconosciute – vivono le mie stesse emozioni. All’inizio pensavo che il tutto si limitasse ad un parlarne “auto-terapico”, ma in realtà a distanza di 5 mesi mi rendo conto che mi sono fatta un regalo ben più grande!

Da quando il tuo sito è online hai ricevuto migliaia di contatti: quali sono le sorprese positive di questa avventura telematica?

È una gioia immensa leggere i numerosi messaggi privati che mi arrivano in cui le persone mi confessano di riconoscersi perfettamente in quello che scrivo! Credo che il cancro sia un’esperienza che annulla ogni barriera, ogni differenza di percorso o età, credo che ci renda tutti simili, tutti ancora più desiderosi di vivere ogni istante, aggrappati alla vita con le unghie e con i denti. Razionalizzare e trasformare in parole tutto questo tumulto fisico ed emozionale che abita noi malati non è affatto facile. La gioia è sapere che qualche volta ci si riesce in maniera efficace. Inoltre vedo che anche molte persone che non hanno il cancro lasciano numerosi commenti e messaggi, e questo è un ulteriore regalo, perché spetta a noi malati far capire all’altra “fetta di mondo” quanto la vita sia meravigliosa e degna di essere vissuta fino in fondo!

Quali sono i bisogni emotivi di chi, come te, si trova a dover affrontare un cancro e quali le difficoltà maggiori nel rapporto con gli altri?

In primis c’è un bisogno disperato di condivisione, di parlare liberamente di questa malattia senza essere considerata diversa o indebolita come persona. Il difficile è far capire agli altri che il cancro rende ancora più combattivi, più determinati, che di certo non ferma la vita, ma anzi le dà un valore nuovo, molto più prezioso.

In rete si sta creando una vera e propria rete di contatti tra persone di ogni parte del mondo che vivono, direttamente o indirettamente, questa esperienza: hai anche tu la sensazione che l’unione e la comunicazione siano un aiuto concreto per sconfiggere la malattia?

La fitta rete di contatti che si sta creando attorno a Il Cancro E Poi è un incredibile arricchimento per me! Inoltre da quando ho tradotto in inglese alcuni contenuti del sito, creando una sezione per chi non comprende l’italiano, l’internazionalità dei followers è molto cresciuta. L’approccio psicologico, ovviamente sempre affiancato alle terapie e alla medicina, è secondo me un punto di partenza imprescindibile per vivere la malattia in maniera positiva e consapevole. Tutto quello che attraversiamo ci segna e forma. Come dico sempre, e come ho scritto anche nel mio sito, io non so più neanche quanti centimetri di cicatrici chirurgiche ho. Ma li amo tutti, uno per uno, perché questi sono i punti di innesto delle mie ali.

E poi…

E poi tutto ricomincia daccapo. Ogni conteggio nella tua vita si azzera. Ogni esperienza vissuta o sognata non era mai stata vissuta o sognata così. E fuori forse la differenza è quasi impercettibile. Le cicatrici stanno lì, buone buone, sotto i vestiti. Le cellule malate ti camminano dentro veloci ma in silenzio, dandoti l’impressione di essere ancora tu, ancora la stessa di un anno fa. E fuori tutto continua come prima, perché tu hai scelto che sia così, perché nella quotidianità cerchi di non parlarne troppo, perché non vuoi che gli altri vedano come una debolezza la battaglia che per te è la tua più grande forza. Perché non vuoi essere compatita, né tantomeno trattata da malata. Perché in fondo non ti senti malata, perché ti senti molto più viva e determinata e forte e combattiva di quanto non sia stata mai. Perché vuoi dimostrare prima di tutto a te stessa che si può avere un melanoma metastatico di IV stadio che non si arrende, eppure VIVERE, con tutto ciò che questa parola vuol dire. Vivere tutte le gioie, i progetti, i dolori, le lacrime che la vita di 23enne ti regala ogni giorno. Perché c’è un E POI per cui non smetterai mai di combattere, perché nessuno può toglierti l’assoluta certezza che – nonostante tutti i tagli, le cicatrici, gli aghi nelle vene, i controlli, i liquidi di contrasto, gli interventi, le terapie e i dolori – c’è una gioia immensa che ti aspetta, c’è il tuo più grande sogno che ti guarda da un tempo futuro e non vede l’ora di raggiungerti. Perché tutto quello che stai vivendo ti verrà un giorno riscattato. E perché in fondo il modo che hai ora di guardare alla vita non potevi che raggiungerlo così.

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