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Oltre la malattia

La forza e il sorriso: lezioni di trucco in ospedale

Per riconquistare benessere ed autostima è importante non dimenticare di guardarsi allo specchio e magari truccarsi. Presso tutte le principali Breast Unit degli Ospedali italiani è attivo il programma “La forza e il sorriso”, ispirato all’esperienza internazionale di “Look Good Feel Better”.
Alcuni degli esperti attivi in questa iniziativa ci raccontano come è nata e come funziona…

Laboratori di make-up per pazienti in terapia oncologica: una grande idea
I laboratori di make-up gratuiti per donne in terapia oncologica, presenti in Italia dal 2006 con l’Associazione “La forza e il sorriso”,  sono approdati da qualche anno anche nel Lazio, grazie all’opera della Fondazione “Prometeus” che si è occupata di inserire il servizio in alcuni ospedali pionieri della capitale. Il progetto, ispirato alla campagna internazionale “Look Good… Feel Better”, dal 1989 ha già portato il sorriso sulle bocche di circa 1 milione e mezzo di donne in 21 Paesi del mondo. “Restituire alle donne quello che le donne hanno dato per tanti anni all’industria cosmetica”, ecco il senso dell’iniziativa, spiega il fondatore de La Forza e il Sorriso, Pierangelo Cattaneo. “Se la cosmesi ha fatto passi da gigante è proprio grazie a chi ha creduto ed investito nei suoi prodotti. Come è facile intuire, già da una prima occhiata al logo dell’Associazione (un sorriso tracciato da un rossetto in stick) lo scopo del progetto è infondere quel senso di benessere, femminilità ed autostima, che chi subisce gli effetti visibili di chemio e radioterapia percepisce come danneggiato.

Pierangelo Cattaneo, fondatore de La Forza e il Sorriso


Come accedere a questa iniziativa
Case cosmetiche da una parte e strutture sanitarie dall’altra fanno richiesta di accesso al servizio offerto da “La forza e il sorriso” attraverso enti locali. Nella capitale per ora sono tre ad aver aderito alla straordinaria iniziativa benefica: l’American Hospital, che ha ospitato la conferenza di presentazione del progetto a Roma, la Casa di Cura Marco Polo, clinica unispecialistica oncologica, e l’Ospedale San Giovanni. “La nostra Fondazione ha come obiettivo il sostegno della ricerca e della formazione in campo oncologico – dichiara Lucio Fortunato, Presidente dell’Associazione Prometeus – Siamo molto fieri di aver avviato questa collaborazione anche nel Lazio, dove ancora mancava questo ottimo servizio. Finora si è erroneamente pensato che una volta effettuati l’intervento, la chemioterapia o la radioterapia, il compito del medico fosse esaurito. Tutto quello che sta dietro (figli, marito, amici, lavoro, passioni) pareva non esistere. Fino ad ora, ai problemi legati a queste istanze, dal momento in cui arriva un medico, ti dice che hai il cancro, che probabilmente ti opererà, ti farà la chemio, e che per un po’ tutta la tua vita cambierà, la medicina non aveva mostrato grande interesse. Per questo un progetto come ‘La forza e il sorriso viene accolto a Roma con grande entusiasmo, con grande voglia di dimostrare che, se qualcuno si occupa di te, non solo della tua malattia, sei ancora una persona, con una vita ed un futuro”.

Lucio Fortunato, presidente dell’Associazione Prometeus

Sedute di trucco “ad hoc”
Grazie alla sensibilità e all’esperienza di alcune professioniste della bellezza, che ricevono una formazione specifica per il carattere di un simile volontariato, le partecipanti apprendono in pochi semplici gesti a valorizzare il proprio aspetto. “Come ridisegnare le sopracciglia, per affrontare o prepararsi alla perdita della peluria, nascondere la couperose, coprire i segni di un viso inevitabilmente più provato” spiega Cristina Paraskevas, illustrando la differenza fra una seduta di trucco tradizionale ed una per pazienti oncologiche. “Particolare attenzione – prosegue la consulente di bellezza – va posta ai differenti stadi di malattia in cui si trovano le singole pazienti, per evitare, ad esempio, che un soggetto più esuberante prenda il sopravvento su uno più timido, facendolo sentire isolato; o che una donna che abbia già vissuto l’esperienza della chemio spaventi quella che ancora la deve iniziare. In ogni caso – conclude – se le donne scelgono di partecipare è perché in genere sono pronte a passare due ore in serenità, lontane dal loop della terapia, delle analisi, del medico… E devo dire che alla fine ci si riesce”. Anche grazie – perché no – al ricco “bottino” che a fine seduta ogni “apprendista” si vede consegnare fra le mani: la beauty-bag firmata “La Forza e il Sorriso”, stracolma di prodotti con cui esercitarsi nell’applicazione dei trucchi imparati in laboratorio, facendo di questi dei piacevoli alleati contro la malattia.

Cristina Paraskevas, consulente di Bellezza

E in caso di defaillance…
Per i momenti “bui” è importante il ruolo  dello psicoterapeuta, che interviene all’occorrenza restituendo alle partecipanti quel tanto di fiducia e sicurezza necessari a ritrovare il senso dell’incontro. “Le trasformazioni dello schema corporeo si riflettono a livello della psicologia delle pazienti, che spesso sviluppano vissuti di ansia, stati depressivi, tendenza al pensiero ossessivo e, soprattutto, alla perdita della progettualità a lungo termine, al ‘qui ed ora’ – spiega Federico della Rocca, responsabile del servizio di psico-oncologia della Casa di Cura Marco Polo – La donna sviluppa problemi con se stessa, con gli altri, e con la propria femminilità. Pensiamo alla mastectomia, alla caduta dei capelli, che fanno perdere alla donna la percezione della propria femminilità. Ne deriva una confusione rispetto al proprio ruolo nella società e all’interno della coppia – continua lo psicologo. Rimettersi in gioco, con il make-up ad esempio, diventa un momento in cui le pazienti tornano a valorizzare se stesse. È questa l’azione terapeutica dei laboratori: so di avere la malattia, ma ci passo sopra”. Una volta una signora mi ha detto: “Io la malattia la asfalto”, nel senso che ci passo sopra… con il fard!”

Federico Della Rocca, responsabile del servizio di psico-oncologia della Casa di Cura Marco Polo

L’esperienza del Roma American Hospital

Il Roma American Hospital è tra i primi ospedali a Roma ad aver richiesto i laboratori di La forza e il sorriso…
Come sono state accolte dalle pazienti queste iniziative? Hanno funzionato nell’obiettivo di riportare il sorriso? Risponde Ilaria Micacchi, direttore del Roma American Hospital.

Ilaria Micacchi, direttore del Roma American Hospital

Il punto di vista del medico
Perché le terapie oncologiche hanno l’effetto che hanno sull’aspetto delle donne? Che contributo può dare alla cura un miglioramento del proprio aspetto fisico? Qual è il ruolo del medico accanto alla paziente? Qual è il contributo dei laboratori in caso di cronicità? Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Lembo, direttore Unità di Oncologia Medica, Casa di cura Marco Polo di Roma.

Alessandro Lembo, direttore Unità di Oncologia Medica, Casa di cura Marco Polo di Roma

Per informazioni
La forza e il sorriso: programma

 

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