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Oltre la malattia


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OMS: servono 371 miliardi di dollari l’anno per centrare prossimi obiettivi salute

Roma, 21 luglio 2017 – 58 dollari l’anno a persona. E’ questa la cifra che va investita per centrate gli obiettivi sanitari globali al fine di salvare più vite entro il 2030. Bisognerebbe quindi passare dagli attuali complessivi 134 miliardi di dollari da spendere annualmente, a 371 miliardi. Sono queste alcune stime contenute nel Rapporto SDG Health Price Tag condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e pubblicato su The Lancet Global Health. Nella migliore dell’ipotesi, grazie a questo finanziamento, secondo l’OMS potrebbero essere evitate 97 milioni di morti premature entro il 2030 e in alcuni Paesi potrebbero essere aggiunti fino a 8,4 anni in più all’aspettativa di vita. Secondo un altro scenario invece si dovrebbe passare da 104 miliardi di dollari l’anno a 274 miliardi, ovvero 41 dollari a persona, entro il 2030. Mentre la maggior parte dei Paesi può permettersi i fondi necessari, le nazioni più povere avranno bisogno di aiuti da parte di donatori. Secondo il rapporto, l’85% dei costi potrebbero essere finanziati dai governi nazionali, mentre 32 dei Paesi più poveri al mondo continuerebbero ad avere bisogno di assistenza. I Paesi ad alto reddito non sono stati inclusi, ma una ricerca precedente aveva dimostrato che tutti possono permettersi di fornire una copertura sanitaria universale e i servizi essenziali per la salute dei cittadini.


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OCSE: obesità, l’Italia tra i Paesi più virtuosi anche in proiezione nel 2030

Roma, 20 luglio 2017 – Nei Paesi dell’area OCSE più di un adulto su due e un bambino su sei sono in sovrappeso o obesi. E’ quanto ha evidenziato il documento Obesity Update 2017 redatto dall’organismo internazionale che riunisce 35 stati. “L’epidemia di obesità – sostiene l’OCSE – si è diffusa ulteriormente negli ultimi cinque anni, anche se a un ritmo più lento rispetto agli anni precedenti. Tuttavia sono necessari interventi politici che riguardano non solo la comunicazione, ma anche politiche regolamentari e fiscali più ampie”. Per il futuro, le proiezioni dell’OCSE mostrano un costante aumento dei tassi di obesità fino al 2030 e in particolare saranno più elevati negli Stati Uniti, Messico e Inghilterra, dove il 47%, il 39% e il 35% della popolazione è previsto sarà obesa. Al contrario, l’aumento dovrebbe essere più contenuto in Italia e in Corea, con tassi di obesità proiettati rispettivamente al 13% e al 9% nel 2030. Il livello di obesità in Francia è prossimo a quello della Spagna, al 21% nel 2030. “L’obesità maschile sta crescendo più rapidamente – si legge sempre nel documento OCSE -. Le donne meno istruite hanno da due a tre volte di più probabilità di essere in sovrappeso rispetto a quelle con un più alto livello di istruzione in circa la metà degli otto Paesi per i quali sono disponibili dati, Italia compresa. Le disparità sono minori per gli uomini, anche se in crescita”.


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Tumore vescica, 37% italiani non ne ha mai sentito parlare

Roma, 19 luglio 2017 – Il principale segnale è la presenza di sangue nelle urine, visibile a occhio nudo o solo al microscopio, senza dolore. Altri sintomi iniziali possono essere la necessità di urinare più frequentemente, l’urgenza, il dolore o la difficoltà nel farlo. Il fumo è invece il primo fattore di rischio. Queste alcune informazioni che è essenziale conoscere sul tumore della vescica, di cui non si parla molto, nonostante colpisca ogni anno 26.600 persone e il numero di nuovi casi sia in aumento, e che gli italiani conoscono poco. Il 37% non ne ha mai sentito parlare, secondo il 68% è inguaribile e il 78% non sa che si può prevenire. Il 52% ignora che interessa soprattutto gli uomini e solo il 23% considera il fumo possibile causa. E’ quanto emerge da un sondaggio su 1.562 persone dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). L’indagine è stata presentata ieri durante un convegno al Ministero della Salute.


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Studio: gli italiani camminano la metà di quanto dovrebbero

Roma, 18 luglio 2017 – Il mondo cammina poco e l’Italia non fa eccezione. E’ quanto afferma il più grande studio sul tema mai fatto finora, basato sui dati ricavati dagli smartphone di oltre 700mila persone in 111 Paesi, secondo cui la media mondiale è di 5mila passi, con l’Italia poco più su, a 5.500. I ricercatori dell’università di Stanford hanno utilizzato i dati raccolti da una app che analizza il numero di passi compiuti in base all’accelerometro presente negli smartphone e trasmette in forma anonima oltre a questo dato anche età, genere, peso e altezza dell’utilizzatore. In totale sono stati processati 68 milioni di giorni di registrazione da chi ha scaricato la app. Gli italiani, circa 5mila, che hanno partecipato, hanno fatto in media 5.296 passi, mentre i ‘camminatori’ maggiori sono risultati gli abitanti di Hong kong, vicini a 7mila. Le Filippine, con poco più di 4mila, hanno invece l’ultimo posto in classifica. “Questo studio è mille volte più grande degli altri sul movimento – afferma Scott Delp, l’autore principale -, e riesce a seguire l’attività delle persone nella loro vita di tutti i giorni in tempo reale, mentre gli altri si basano di solito sull’attività riferita dagli stessi soggetti. Questo apre la strada a nuovi modi di fare scienza su una scala mai toccata prima”.


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OMS: con dieta sana possiamo evitare 1/3 delle malattie cardiovascolari e dei tumori

Roma, 17 luglio 2017 – Stare sempre molto attenti alla qualità e quantità della nostra dieta è una regola fondamentale per il benessere. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) circa un terzo delle malattie cardiovascolari e dei tumori potrebbero essere evitati grazie a una equilibrata e sana alimentazione. Il nostro organismo, per funzionare nel modo corretto, necessita di tutte le tipologie di nutrienti. Alcuni sono essenziali per compensare il bisogno di energia. Altri invece sostengono il continuo ricambio cellulare e rendono possibili i processi fisiologici e le nostre funzioni protettive. Per questo l’alimentazione deve essere varia ed equilibrata. Sulla tua tavola, tra le altre cose, non devono mai mancare i cereali (come grano, mais, avena, orzo, farro e riso) perché apportano all’organismo i carboidrati che sono la nostra principale fonte energetica. Inoltre contengono vitamine del complesso B e minerali e anche piccole quantità di proteine. I cereali migliori per la salute e il benessere sono quelli integrali. Infine ricordati di consumare tutti i giorni almeno cinque porzioni di frutta e verdura. Devono essere fresche e di stagione e presta molta attenzione a non esagerare con i condimenti. Una porzione di frutta corrisponde ad una mela, una persa una pesca o un’arancia. Per quanto riguarda gli ortaggi la “dose” è di circa 50 grammi nel caso la si consumi a crudo o 250 se poi viene cotta.