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Oltre la malattia


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Attività fisica, oltre il 32% degli italiani è sedentario

Roma, 17 novembre 2017 – La sedentarietà è una delle condizioni che rappresenta uno dei maggiori di rischio per la salute. Ciò nonostante il 32% degli italiani non pratica alcuna forma di sport o attività fisica. Inoltre la percezione soggettiva del livello di attività fisica praticata non sempre corrisponde a quella effettivamente svolta: almeno un sedentario su 5 percepisce come sufficiente il proprio impegno motorio quotidiano. Per rispondere a questa tendenza e promuovere la diffusione della cultura del regolare svolgimento dell’attività sportiva e fisica, il ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità ed il Comitato olimpico nazionale hanno deciso di avviare una comune campagna di comunicazione intitolata ‘Salute, sport e movimento fisico’, presentata oggi a Roma al ministero della Salute. La campagna prevede degli spot televisivi che coinvolgeranno atleti o ex atleti che porteranno la loro esperienza promuovendo l’invito corale a “risvegliarsi dal torpore ed attivarsi fisicamente per svolgere con regolarità attività fisica durante la giornata”. In Italia oggi secondo i dati Passi solo il 50% degli adulti raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica, e la sedentarietà cresce con l’età, è maggiore fra le donne rispetto agli uomini e fra le persone con uno status socioeconomico più svantaggiato, inoltre, nelle Regioni meridionali la sedentarietà è significativamente più elevata rispetto a quelle del centro nord. “L’attività fisica è il singolo fattore protettivo della salute che è possibile perseguire – sottolinea il presidente dell’Iss Walter Ricciardi -. Molto spesso purtroppo i medici di medicina generale, i pediatri, i geriatri danno degli ottimi farmaci, ma non danno questo consiglio prima di dare i farmaci, ovvero ‘muovetevi'”.


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EMA: Mattarella, auspico un successo pieno per Milano

Milano, 15 novembre 2017 – Sergio Mattarella, auspica “un successo pieno” per quanto riguarda il traguardo di avere l’Agenzia europea del farmaco (Ema) a Milano per il dopo Brexit. “Si tratterebbe di un successo che, a fronte di un impegno comune di Governo, Regione e Comune, costituirebbe un ulteriore passo in avanti nel protagonismo di questa città in Europa”. E’ quanto ha dichiarato ieri il Capo dello Stato durante l’inaugurazione del campus di Humanitas University a Rozzano. “Milano ha già ottenuto un successo con il riconoscimento di un’idoneità ad alto livello – ha proseguito il Presidente della Repubblica -. Confidiamo e speriamo che il successo sia pieno. La ricerca accompagna la nostra vita e continua a modificarne le condizioni, migliorandola va alla caccia dell’ignoto e stimola nuovi passi in avanti. Ci si rende conto di quanto la ricerca abbia cambiato le condizioni di vita – ha concluso – e questo basta a capire l’esigenza indifferibile di sostenere in tutti i modi la ricerca, organizzativi e finanziari”.


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EMA: Rasi, “Ripensare al ruolo degli enti regolatori”

Milano, 8 novembre 2017 – “Stiamo rischiando di diventare enti che approvano farmaci a cui nessuno può accedere per la non sostenibilità dei prezzi, o che nessuno riesce a distribuire per mancanza di competenze e infrastrutture. Noi regolatori, chi sviluppa i farmaci e i sistemi sanitari, tutti abbiamo bisogno di nuove expertise e di guardare in avanti. In altre parole, gli enti regolatori devono ripensare al proprio ruolo”. E’ questo il monito di Guido Rasi, direttore esecutivo dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) che ieri è intervenuto al convegno promosso da Farmindustria come evento collaterale al G7 Salute di Milano. “E’ imprevedibile quale tecnologia si inserirà nel sistema di produzione delle terapie e non sappiamo dove la tecnologia andrà a incontrare la scienza – ha proseguito Rasi -. Dobbiamo avere quindi capacità di adattamento, imparare a prevedere un nuovo set di competenze che ci serviranno per valutare la tecnologia del futuro. Non ci si può focalizzare solo sul beneficio-rischio che attualmente è la nostra principale attività. Dobbiamo raccordarci ad altre comunità, dai payers agli healthcare providers, perché quello che approviamo può essere una serie di atti complessi che presuppongono anche un’infrastruttura”.


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Vaccinazioni: per 1 euro speso 44 ‘guadagnati’

Milano, 7 novembre 2017 – “Da 1 euro per la vaccinazione si hanno benefici fino a 44 euro: 16 per costi di malattia evitati, il resto per le risorse generate dalle persone in salute”. E’ questo uno dei dati evidenziati ieri a Milano, all’evento collaterale promosso in occasione del G7 della Salute da Farmindustria e dalle Federazioni europea e internazionale delle aziende e delle associazioni farmaceutiche (Efpia e Ifpma), in collaborazione con il Ministero della Salute. Il messaggio è che fare prevenzione e curarsi bene conviene, anche da un punto di vista sociale ed economico. Gli esperti snocciolano i dati: le terapie farmacologiche appropriate riducono i ricoveri, e un giorno in ospedale costa mille euro pari a 4 anni di spesa farmaceutica procapite; in oncologia i farmaci rappresentano il 4% dei costi socio-assistenziali e possono ridurre il restante 96%, tanto che dal 2010 in Italia la spesa sanitaria procapite è diminuita dell’11%; ogni anno il sistema sanitario nazionale spende più di 1 miliardo di euro per trattare i malati di epatite C, costi evitati grazie ai nuovi super farmaci che adesso possono guarirli; con un’attenta aderenza alla terapia, la spesa sanitaria potrebbe diminuire tra 6 e 10 miliardi per alcune patologie croniche, secondo uno studio di Federanziani.


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Studio: attività fisica meglio farla in gruppo, riduce lo stress

Roma, 2 novembre 2017 – E’ meglio svolgere attività fisica in gruppo o da soli? Una ricerca, condotta dalla University of New England College of Osteopathic Medicine, suggerisce che è meglio allenarsi in compagnia. In questo modo possiamo ridurre i livelli di stress e migliorare significativamente la qualità di vita. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of the American Osteopathic Association. Gli scienziati statunitensi hanno esaminato 69 studenti di medicina, permettendo loro di selezionare un programma di esercizi della durata di dodici settimane, sia da svolgersi all’interno di un gruppo che individualmente. Un ulteriore gruppo di controllo si è astenuto invece dall’attività fisica, eccetto per le passeggiate o l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto. Ogni quattro settimane, i partecipanti hanno completato un sondaggio che chiedeva loro di valutare i livelli di stress percepito e la qualità della vita in tre categorie: mentale, fisica ed emotiva. In coloro che hanno preso parte all’esercizio fisico di gruppo, almeno 30 minuti una volta a settimana, alla fine delle dodici settimane dell’esperimento i punteggi mensili medi hanno mostrato significativi miglioramenti in tutte e tre le misure di qualità della vita: mentale (12,6%), fisica (24,8%) ed emotiva (26%). I partecipanti hanno anche riportato una riduzione del 26,2% dei livelli di stress percepiti. Al contrario, coloro che hanno svolto attività fisica individualmente o con non più di due partner i ricercatori non hanno osservato cambiamenti significativi in nessuna delle misure prese in esame, tranne che nella qualità mentale della vita (con un incremento dell’11%). Allo stesso modo, nel gruppo di controllo non vi sono stati cambiamenti significativi.