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Alimentazione e chemioterapia: le ricette di Manuela Pellegrini

Chi ha dovuto sottoporsi ai trattamenti chemioterapici lo sa: la chemio altera il gusto, oltre a provocare spesso danni alla bocca, come infiammazioni, ulcere o infezioni. Quell’insopportabile sapore metallico toglie non solo il sapore, ma la voglia di mangiare. Si tratta di un problema conosciuto, ma troppo spesso sottovalutato. Nel libro “Le mie ricette, alimentazione e chemioterapia”, Manuela Pellegrini mette al centro dell’attenzione il gusto del paziente, che per guarire necessità di un’assistenza a 360 gradi e ha bisogno di stimoli positivi verso il proprio corpo che possono venire in gran parte proprio dal cibo.
Il mangiare ha numerose implicazioni psicologiche” dice la dottoressa, “Un paziente in buone condizioni fisiche può effettuare la terapia medica a dosaggi pieni più facilmente di una persona malnutrita. Un paziente che riesce ad alimentarsi in maniera adeguata durante la terapia – inoltre – ha un atteggiamento più positivo verso la terapia stessa”.
Seguendo questi concetti, semplici ma basilari, la Dott.ssa Pellegrini ha creato e diretto il “Progetto Arcimboldo” nato dalla proposta della Unità Operativa Complessa Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera di Lucca all’interno della rete HPH (Ospedali che promuovono salute) in collaborazione con l’ Associazione Malati Oncologici di Lucca “AMOlucca”. Il programma, inizialmente rivolto alle donne affette da tumore della mammella, è stato in seguito esteso a tutti i malati oncologici.
Obiettivi primari del Progetto Arcimboldo sono innanzitutto puntare l’attenzione sul ruolo che l’alimentazione ha sia nella prevenzione che nella cura del tumore, con un occhio di riguardo anche alla diminuzione dei rischi di aumento ponderale causati dai trattamenti o dal conseguente stato menopausale.  Inoltre si vuole contribuire al cambiamento degli stili di vita delle pazienti, promuovendo comportamenti alimentari sani, nonché affrontare le problematiche psicologiche che influenzano l’alimentazione nel corso della terapia.
In generale, poi, il progetto comporta anche degli effetti secondari sulle pazienti, favorendo un atteggiamento attivo e partecipativo – dunque positivo – e stimolando l’attenzione verso le esigenze del proprio corpo.

Per leggere alcune delle ricette contenute nel libro:
Le mie ricette. Nutrizione e chemioterapia

A cura di Emanuela Valente

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