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Oltre la malattia

Modificare l’alimentazione per evitare i tumori

Anna Villarini, biologo nutrizionista dell’Istituto Tumori di Milano illustra le finalità del Progetto Diana 5, sostenuto da AIRC e dal Ministero della Salute, rivolto alle donne operate di tumore al seno negli ultimi 5 anni. Il Progetto Diana prende il nome dalle iniziali delle parole DIeta e ANDrogeni, poichè i primi studi si sono concentrati sui livelli di ormoni maschili nel sangue delle donne malate di tumore, ma anche in assonanza con la Dea che protegge le donne, la maternità e l’allattamento e che difatti in alcune statue classiche viene raffigurata con molte mammelle.

Il Progetto Diana era originariamente stato avviato per verificare come una maggiore concentrazione ormonale, soprattutto di alcuni tipi di ormoni sessuali unitamente ad insulina e ad un fattore di crescita denominato IGF-1, faciliti lo sviluppo di tumori nelle donne e la comparsa delle recidive. Nel corso dei primi studi è stato evidenziato come la composizione del sangue venga però fortemente influenzata da fattori esterni, a cominciare proprio dall’alimentazione e in generale dallo stile di vita.

Questo significa non solo che l’alimentazione può essere causa del tumore, ma anche del contrario, ossia che attraverso una corretta nutrizione si può intervenire anche sui tumori, non solo prevenendoli ma anche curandoli o evitando recidive. Il Progetto Diana 5 nasce appunto per guidare le donne già operate in un percorso di intervento sul tumore attraverso il cibo per evitare recidive, metastasi o lo sviluppo di secondi tumori molto frequenti quando si tratta di seno.

La dieta stabilita per le pazienti prevede la riduzione degli zuccheri semplici, dei grassi e dei prodotti di origine animale, ma anche l’aumento dei cereali non raffinati, dei legumi e delle verdure. Come spiega la nutrizionista Anna Villarini, difatti, circa 1/3 dei tumori dipendono proprio dall’alimentazione, che negli ultimi anni è divenuta troppo proteica e ricca di grassi, a causa di cibi sofisticati e industriali, a scapito di elementi necessari quali vitamine e sali minerali.

Questo però non significa che esistano cibi in grado di sviluppare il tumore nè cibi di per sè in grado di curarlo, ma solo che è necessario del buon senso nel curare la nostra alimentazione, privilegiando alimenti freschi e poco raffinati e cerando di consumare solo occasionalmente quelli industriali o troppo raffinati. Questo vale per tutti, a cominciare dai bambini: invece delle merendine, è meglio pane e marmellata.

Una corretta alimentazione è la prima prevenzione ed un passo fondamentale nella lotta contro i tumori.

 

Info:
Istituto Nazionale Tumori – Progetto Cascina Rosa

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