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Oltre la malattia

20 luglio 2018
di intermedianews
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Ticket sanitari: 3 miliardi di euro la spesa nel 2017

Roma, 20 luglio 2018 – Nel 2017 la quota incassata dalle Regioni per i ticket sanitari, tra farmaci e prestazioni specialistiche si aggira intorno a poco meno di 3 miliardi di euro. E un terzo di tale cifra verrebbe pagato proprio “per scelta dai cittadini”. A riportarlo è il rapporto dell’Osservatorio Gimbe stilato sulla base di un’analisi delle differenze regionali sulla compartecipazione alla spesa. Nel 2017 le Regioni hanno incassato per i ticket quasi 2.900 milioni di euro che corrispondono ad una quota pro-capite di 47,6 euro: in particolare, 1.549 milioni di euro (25,5 euro pro-capite) sono relativi ai farmaci e 1.336,6 milioni di euro (22,1 euro pro-capite) alle prestazioni di specialistica ambulatoriale. Nel periodo 2014-2017 si è ridotta la spesa per i ticket sulle prestazioni (-7,7%) ed è aumentata quella per i ticket sui farmaci (+7,9%). “Dalle nostre analisi emergono notevoli differenze regionali – dice Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – rispetto sia all’importo totale della compartecipazione alla spesa, sia alla ripartizione tra farmaci e prestazioni specialistiche”. In particolare, se il range della quota pro-capite totale per i ticket oscilla da 97,7 euro in Valle d’Aosta a 30,4 euro in Sardegna, per i farmaci varia da 34,3 euro in Campania a 15,6 euro in Friuli Venezia Giulia, mentre per le prestazioni specialistiche si va da 66,2 euro della Valle d’Aosta a 8,6 euro della Sicilia. E’ aumentata del 20%, nel periodo tra il 2013 e il 2017, la quota da pagare in più per i farmaci di marca.

19 luglio 2018
di intermedianews
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Benessere femminile: sport, ad ogni età i suoi vantaggi!

Roma, 19 luglio 2018 – L’attività fisica comporta numerosi benefici alla salute e al nostro benessere. Questa regola vale per tutti ciò nonostante esistono delle differenze di genere nella tendenza alla sedentarietà. Qual è il rapporto tra le italiane e lo sport? Ecco quello che emerge dagli ultimi dati. Il 36% dei maschi, residenti nel nostro Paese, non ha mai praticato attività fisica mentre tra le femmine il dato sale al 53%. Ecco perché le donne (e non solo loro) devono sempre fare un po’ di sport:
• adolescenza: oltre a giovare al benessere ha anche un grande valore educativo. Le sportive sono più sane ma anche più protette da comportamenti a rischio (fumo, abuso di alcol, uso di droga o sesso non protetto)
• maternità: esistono esercizi specifici per prepararsi alla fine della gravidanza che vengono insegnati durante i corsi pre-parto
• menopausa: durante questa fase è più che mai necessario mantenersi in forma. Il movimento fisico è inoltre prezioso per l’umore e per scaricare le tensioni
• terza età: un po’ di moto aiuta a prevenire le malattie tipiche dell’anzianità (non solo cancro ma anche ipertensione, diabete e scompenso cardiaco)
La parola d’ordine deve essere costanza! Lo sport per determinare vantaggi all’organismo e prevenire alcune gravi malattie (come cancro, patologie reumatiche, disturbi respiratori e cardio-vascolari) deve essere pratica metodo e frequenza costante.

18 luglio 2018
di intermedianews
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Vaccini: ancora in calo le immunizzazioni contro l’HPV

Roma, 18 luglio 2018 – Prosegue il calo delle coperture per il vaccino contro l’Hpv, il virus responsabile di alcuni tipi di tumore, come quello alla cervice dell’utero. I dati 2017, relativi alla coorte 2005, mostrano un ulteriore decremento nell’ultimo anno, visibile soprattutto per il ciclo completo. In questo gruppo infatti, solo il 64,3% ha effettuato la prima dose e solo il 49,9% il ciclo completo. E’ quanto evidenzia l’ultima rivelazione relativa ai dati 2017 pubblicata dal Ministero della Salute sul suo portale. I numeri riferiti alle coorti più vecchie, ovvero alle ragazze nate tra il 1997 e il 2001, e per le quali l’offerta vaccinale si mantiene gratuita in quasi tutte le Regioni fino al compimento del diciottesimo anno, si attestano su una copertura del 73-76% per almeno una dose di vaccino e del 69-72% per ciclo completo. “La copertura vaccinale media per HPV nelle ragazze – si legge nel report – è discreta se si confrontano i dati con altre nazioni europee, ma ben al di sotto della soglia ottimale prevista dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale”, che ha come obiettivo il 95% di coperture nel 2019.

17 luglio 2018
di intermedianews
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OMS-UNICEF: nel 2017 vaccinati 123 milioni di bambini

Roma, 17 luglio 2018 – In tutto il mondo aumentano i bambini vaccinati e nel 2017 sono stati 123 milioni. Sono questi i dati diffusi dall’OMS e UNICEF, dai quali emerge che nove bambini su dieci lo scorso anno hanno ricevuto almeno una dose di vaccino di difterite-tetano-pertosse (Dtp), ricevendo protezione contro queste malattie mortali; nel 2017, a livello globale, sono stati vaccinati 4,6 milioni di bambini in più rispetto al 2010 a causa della crescita della popolazione mondiale; 167 paesi hanno incluso una seconda dose di vaccino per morbillo nell’ambito del loro programma di vaccinazione di routine e 162 paesi ora usano il vaccino contro la rosolia. Di conseguenza, la copertura globale contro morbillo e rosolia è aumentata dal 35% nel 2010 al 52%. Il vaccino per il Papilloma Virus Umano (HPV) è stato introdotto in 79 paesi per aiutare a proteggere le donne dal cancro del collo dell’utero. Nell’ambito del pacchetto di vaccinazioni salvavita vengono aggiunti nuovi vaccini disponibili, come quelli contro la meningite, la malaria e persino l’ebola. Nonostante questi successi, circa 20 milioni di bambini non hanno ricevuto un ciclo competo di vaccinazioni nel 2017. Di questi, almeno 8 milioni (40%) vive in condizioni fragili o di sostegno umanitario, compresi anche paesi colpiti da conflitto. Inoltre, un numero crescente di bambini vive in paesi a medio reddito, dove la diseguaglianza e la marginalizzazione, soprattutto tra i poveri delle aree urbane, non consentono a molti di ricevere le vaccinazioni.

13 luglio 2018
di intermedianews
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AIFA: la spesa farmaceutica italiana sfiora i 30 miliardi

Roma, 13 luglio 2018 – Anche nel 2017 prosegue la crescita della spesa farmaceutica italiana. Lo scorso anno è arrivata a quota 29,8 miliardi di euro di cui il 75% rimborsato dal sistema sanitario nazionale. L’incremento rispetto all’anno scorso è dell’1,2% ed è dovuto principalmente all’aumento della spesa ospedaliera (+10% a 7,2 mld) e da quello dei prodotti di automedicazione (+12,4%). A dirlo è il Rapporto Osmed 2017 presentato ieri dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA). Stabile la compartecipazione dei cittadini (ticket fisso + differenza di prezzo per acquisto farmaco branded quando è disponibile anche il generico) a 1,5 miliardi, cresce invece la spesa per i vaccini che arriva a 487 mln, ovvero il 2,2% della spesa Ssn (+36% rispetto a 2016) per effetto della legge sull’obbligo. Prosegue il calo della farmaceutica territoriale pubblica e privata (21,7 mld, -1,4% rispetto all’anno scorso), picchiata per la territoriale pubblica (convenzionata e distribuzione per conto di classe A) che scende del 6,5% nel 2017 e si attesta a 12,9 mld. Crollo anche per la spesa per i farmaci innovativi che è stata pari a 1,6 miliardi di euro con una riduzione del -38,0% rispetto al 2016. “Con l’arrivo di nuove e promettenti terapie, vi saranno in futuro ulteriori sfide che il SSN dovrà sostenere per garantire l’accesso alle cure e assicurare al contempo la sostenibilità economica del sistema. La condivisione delle informazioni e la sinergia tra tutti gli attori coinvolti nei vari processi decisionali, sia a livello nazionale che a livello internazionale, costituiranno un fattore determinante per la tenuta dei sistemi sanitari” scrive, il direttore generale di AIFA, Mario Melazzini nel Rapporto Osmed 2017.