Souloncology

Oltre la malattia

20 Marzo 2019
di intermedianews
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Studio: in aumento adolescenti a rischio obesità e infezioni sessuali

Roma, 20 marzo 2019 – Sono 250 milioni in più rispetto a 25 anni fa i teenager e i giovani che conducono una vita non salutare. Sebbene il tabagismo sia in decrescita, è ancora troppo diffuso il vizio dell’alcol e, soprattutto, aumenta in numero di obesi sempre più a rischio di malattie non trasmissibili. A fotografare come è cambiato, tra il 1990 e il 2016, lo stato di salute degli adolescenti nel mondo è il rapporto della rivista Lancet. La Lancet Commission on adolescent health and wellbeingin ha monitorato, in 195 Paesi, l’andamento di 12 indicatori di benessere: dall’istruzione al tabagismo e l’alcolismo, dai matrimoni precoci alla povertà, dall’attività fisica alle abitudini sessuali. A causa dell’aumento delle nascite nei paesi a basso e medio reddito è aumentato il numero di adolescenti nel mondo. Nel 2016 erano 1,8 miliardi, probabilmente il numero più alto mai raggiunto. Se è vero che in alcuni paesi più sviluppati le condizioni di salute sono migliorate, a livello globale la situazione è peggiorata: 250 milioni di giovani in più rispetto al 1990 vivono nei paesi più poveri e sono esposti a rischi che vanno da malattie infettive a malnutrizione, lesioni e violenza. A livello globale, la principale minaccia sono le malattie non trasmissibili, che secondo il rapporto rappresentano il 55% di tutti i problemi di salute. All’origine, l’epidemia di sovrappeso, che nel 2016 riguardava un ragazzo su cinque nel mondo: i giovani con problemi di peso sono passati da 147 milioni nel 1990 a 324 milioni nel 2016. Sul fronte della malnutrizione però non è l’unico problema. Nei Paesi a basso e medio reddito, 4 ragazze su 10 presentavano anemia nel 2016. A pesare anche le discriminazioni di genere. Nel mondo circa 66 milioni di minorenni sono state a costrette a sposarsi.

19 Marzo 2019
di intermedianews
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Tumori: dal 1988 ad oggi 5 milioni di decessi evitati

Roma, 19 marzo 2019 – 1,4 milioni di vittime per tumore in UE sono previste per il 2019 (787.000 maschi, 621.900 donne), un aumento di circa il 4,8% rispetto ai 1,35 milioni del 2014. Dopo il picco di decessi nel 1988, nell’Unione Europea in 31 anni oltre 5 milioni di morti per cancro sono state evitate. 440.000 quelle per tumore al seno. Si stima invece che per l’anno in corso saranno evitati 360.000 decessi per neoplasia (237.000 nei maschi e 122.000 nelle donne). Sono questi alcuni dei dati chiave riportati da una ricerca condotta da Carlo La Vecchia dell’Università di Milano e pubblicata sugli Annals of Oncology . Dallo studio è inoltre emerso che anche grazie ai programmi di screening e diagnosi precoce è in calo la mortalità per cancro al seno nell’Unione Europea, eccetto in Polonia: si è passati da un tasso di 14,6 decessi per 100.000 nel 2014 a uno stimato del 13,4 per 100.000 per il 2019 (-9%). In particolare il tasso di morte per cancro al seno è calato del 13% in Gran Bretagna, del 10% in Francia, del 9% in Germania, del 7% in Italia, del 5% in Spagna. Ma il numero assoluto di decessi per questo tumore è in aumento (complice l’invecchiamento della popolazione): “nel 2014 ci sono stati 92.000 decessi per cancro del seno in Europa e per il 2019 ne sono previsti 92.800” – rileva La Vecchia. “Significa che il peso di questa malattia continuerà ad aumentare, con implicazioni per la salute pubblica e costi per la società”. Per quanto riguarda gli altri tumori, quello dei polmoni resta il principale killer per entrambi i sessi, con 183.200 decessi nei maschi previsti per il 2019 e 96.800 previsti per le donne. Nei maschi i tassi di morte sono in calo (il tasso era di 36 decessi per 100.000 nel 2014 e si stima di 32 per 100.000 per il 2019 (-9%). Il tasso di morte per cancro ai polmoni, invece, è ancora in crescita del 4% tra le donne (14,2 per 100.00 nel 2014 vs 14,8 per 100.000 nel 2019). In Europa, sottolinea l’altro autore Fabio Levi, professore emerito dell’Università di Losanna, ancora oltre il 20% degli adulti fuma; servono interventi urgenti su questo fronte.

18 Marzo 2019
di intermedianews
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Attività fisica: ecco i consigli per i “nuovi” runner

Roma, 18 marzo 2019 – La primavera sta per cominciare, quale occasione migliore per dedicarsi a un po’ di movimento? Ecco qualche consiglio per i neofiti della corsa.
1- I tempi giusti: chi è alle prime uscite, deve cominciare seguendo un programma leggero, così da limitare il rischio infortuni
2 – Il riposo: il giorni di scarico fra un allenamento e l’altro sono assolutamente necessari e vanno contemplati in ogni programma di lavoro.
3 – L’abbigliamento: le scarpe vanno scelte in negozi specializzati in base alla conformazione fisica e al budget a disposizione. E se siete una donna, è fondamentale anche un reggiseno sportivo, che sostiene senza comprimere.
4 – L’allenamento “incrociato”: Il “cross-training” (allenamento incrociato) permette non solo d’incrementare il livello della performance, ma anche di far lavorare tutti i muscoli, così da ridurre il rischio di farsi male.
5 – Rispettate i segnali del corpo: al primo accenno di dolore fermatevi

13 Marzo 2019
di intermedianews
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EUROSTAT: le mamme italiane sono le più anziane d’Europa

Bruxelles, 13 marzo 2019 – L’Italia si conferma tra i fanalini di coda europei per tasso di fecondità più basso, oltre ad avere in media le mamme più vecchie d’Europa nonché una delle quote maggiori di quelle con il primo figlio dopo i 40 anni. Le teenager italiane sono anche quelle che registrano uno dei numeri minori di gravidanze sotto i 20 anni. E’ questa la fotografia scattata dai dati EUROSTAT sulle nascite per il 2017. Le donne italiane sono terz’ultime per il numero di figli a testa (1,32), a pari merito con le cipriote. Peggio solo le maltesi (1,26 nascite per donna) e le spagnole (1,31). A precedere l’Italia le greche (1,35), le portoghesi (1,38) e le lussemburghesi (1,39). La Francia si conferma invece essere il Paese più fecondo, con quasi 2 figli per donna (1,90), seguita da Svezia (1,78), Irlanda (1,77), Danimarca (1,75) e Gran Bretagna (1,74). L’Italia è anche il Paese record per le mamme che partoriscono il loro primogenito più tardi, in media a 31,1 anni, a cui seguono Spagna (30,9 anni), Lussemburgo (30,8), Grecia (30,4) e Irlanda (30,3). Le italiane sono inoltre le seconde più numerose in Europa (7,3%), precedute solo dalle spagnole (7,4%), per essere diventate mamme per la prima volta a 40 e più anni. E le adolescenti italiane (sotto i 20 anni) sono anche quelle che hanno tra il minor numero di gravidanze (1,6% di nascite) rispetto alle coetanee europee, insieme alle slovene e precedute solo dalle danesi (1,5%).

12 Marzo 2019
di intermedianews
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Influenza: in tutto il mondo 1 miliardo di casi l’anno

Roma, 12 marzo 2019 – Sono in totale circa 1 miliardo di casi la stima annuale dei contagi dell’influenza nel mondo. Di questi i casi gravi sono stimati tra i 3-5 milioni, con 290.000-650.000 decessi respiratori correlati. È quanto sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che raccomanda la vaccinazione antinfluenzale annuale come il modo “più efficace per prevenire l’influenza”. L’OMS ha lanciato oggi la sua nuova strategia globale sull’influenza per il 2019-2030, mirata a proteggere le persone in tutti i Paesi da questa “seria minaccia per la salute”. Obiettivo: “Prevenire l’influenza stagionale, controllarne la diffusione dagli animali all’uomo e prepararsi alla prossima pandemia”, ricorda l’agenzia. Una “minaccia sempre presente”, come ha dichiarato il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. L’influenza rimane una delle maggiori sfide al mondo per la salute pubblica. E la vaccinazione è particolarmente importante “per le persone a più alto rischio di gravi complicanze influenzali e per gli operatori sanitari”. La nuova strategia disegna un percorso per proteggere le popolazioni dalle epidemie ogni anno e aiuta a prepararsi contro una pandemia, attraverso il rafforzamento dei programmi di routine. Ogni Paese deve avere un programma su misura contro l’influenza, che contribuisca alla preparazione nazionale e globale e alla sicurezza sanitaria.