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Oltre la malattia

18 settembre 2018
di intermedianews
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Conte: “Preservare il servizio sanitario nazionale è priorità del Governo”

Roma, 18 settembre 2018 – “Ricorre per noi l’anniversario dei 40 anni del Servizio sanitario nazionale, da sempre punto di riferimento in Italia e nel mondo. Un modello che affonda le sue radici nella nostra Costituzione. Sosteniamo pertanto la copertura sanitaria nazionale come priorità dell’OMS”. E’ quanto ha affermato ieri il premier italiano Giuseppe Conte, nel suo intervento all’apertura della 68esima riunione del Comitato OMS Europa a Roma. “Tutti i cittadini hanno il diritto di essere curati: un diritto, ma non un regalo concesso ai cittadini – ha precisato il Presidente del Consiglio -. Alle future generazioni vogliamo lasciare questa eredità. Anche nel contratto di Governo le forze politiche hanno come priorità preservare l’attuale modello del servizio sanitario nazionale e l’uniformità dei livelli di assistenza”. “L’Italia è seconda in Europa per aspettativa di vita – ha aggiunto Conte -. Il servizio sanitario è una ricchezza, vogliamo rilanciare e preservare un pilastro del nostro vivere comune e vogliamo stare vicino ai medici e agli operatori sanitari. Vogliamo rimettere al centro il merito e la trasparenza – ha concluso il premier – e il nome di Li Bassi come direttore generale dell’AIFA è un segnale chiave, uno dei ‘cervelli in fuga’ che vogliamo riportare a casa”.

17 settembre 2018
di intermedianews
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Maxi studio australiano: i tumori si riducono drasticamente grazie alla prevenzione

Roma, 17 settembre 2018 – Sottoporsi ai programmi di prevenzione per il cancro determina una radicale riduzione della mortalità. È stato un maxi studio, condotto dall’Australian Institute of Health and Welfare, a dimostrarlo. I ricercatori hanno analizzato i dati dei tre maggiori piani di screening per il cancro al seno, cervice e intestino del Paese, tra il 2002 e il 2012, confrontandoli con i dati nazionali di mortalità. Dall’analisi dei dati, riferiti a oltre 15 milioni di persone, è emerso che i programmi di prevenzione hanno consentito di diagnosticare il 5% dei casi di cancro cervicale, l’11% di quelli all’intestino e il 44% quelli al seno. Le donne il cui il tumore cervicale era stato scoperto con un Pap test avevano un rischio di mortalità dell’87% minore rispetto a chi non si era sottoposta all’esame. Il rischio di morire di tumore all’intestino per chi aveva aderito alla prevenzione tra i 50 a 69 anni era del 40% minore, così come per il tumore al seno (-40% del rischio). Lo studio mette in luce il ruolo di una diagnosi tempestiva. “Poiché al test di screening si sottopongono individui senza sintomi o segni palesi della malattia, il test può individuare un tumore in una fase più precoce, il che può condurre a un decorso più favorevole rispetto a una diagnosi raggiunta in una fase successiva”, scrivono gli autori.

17 settembre 2018
di intermedianews
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OMS: fino all’ 8% delle famiglie in bolletta per pagarsi le cure

Roma, 17 settembre 2018 – Troppe sono le spese che i cittadini europei devono sostenere di propria tasca per l’assistenza sanitaria. E le conseguenze sono allarmanti: fino all’8 % delle persone per curarsi non riesce a sopperire alle esigenze di prima necessità, come cibo, affitto e bollette. E’quanto emerge dell’European Health Report, anticipato oggi a Roma, che verrà presentato nel corso della 68esima riunione del Comitato regionale dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) Europa, nella Capitale dal 17 al 20 settembre. “Ogni Paese dovrebbe limitare queste spese sostenute in prima persona dai pazienti al di sotto del 15% della spesa complessiva per la sanità”, sottolineano dall’Oms. I delegati esamineranno nuova evidenza scientifica sulla protezione finanziaria per i sistemi sanitari in Europa. Verranno trattate anche altre tematiche prioritarie per tutta la Regione, come ad esempio la salute dei migranti, la sostenibilità dei trasporti urbani, le malattie trasmesse dai vettori, per menzionarne solo alcune. “Le decisioni che prenderemo nel corso del Comitato regionale di Roma ci permetteranno di razionalizzare il nostro operato per agire in modo più efficace e con risultati più rapidi. Tali decisioni sosterranno i ministri della Sanità europei nell’amplificare il loro mandato ai livelli più alti di governo, con tutti gli attori coinvolti per assicurare che alla Salute venga data ogni priorità politica”, conclude Zsuzsanna Jakab, a capo dell’Oms Europa.

13 settembre 2018
di intermedianews
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Cancro: in Europa aumentano i casi ma diminuiscono i decessi

Roma, 13 settembre 2018 – Percentuale di casi in aumento ma mortalità in diminuzione. Sono questi i due principali dati, relativi ai tumori nel Vecchio Continente, contenuti nell’ultimo Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sulla “Salute in Europa”. Secondo il documento il 2,4% della popolazione nei 53 Paesi della “regione Europa” dell’Oms ha avuto il cancro nel 2014, pari ad un incremento del 50% rispetto al 2000. Negli Stati nordici come la Svezia, la Norvegia, la Finlandia, la Danimarca e l’Islanda, la percentuale di casi di tumore è al 5% mentre è all’1,8% in 10 ex repubbliche sovietiche. Nell’Unione Europea, nel 2013, la percentuale di tumori era al 2,8%, con una maggiora diffusione tra le donne (2,9%) rispetto agli uomini (2,7%). I nuovi casi di tumore al seno sono saliti del 30% tra il 2000 e il 2014 quando sono stati registrati 110 casi ogni 100.000 donne. Il tasso di mortalità per tumore al seno, dagli anni Novanta, è diminuito a 20 vittime ogni 100.000 donne nel 2015, pari al 21% nell’UE, dal 26,8% nel 2000. I casi di tumore al collo dell’utero risultano in progressiva diminuzione e le morti sono state praticamente dimezzate nell’Unione Europea dagli anni Settanta, con tre vittime ogni 100.000 donne nel 2015. Anche i tumori ai bronchi, alla trachea e ai polmoni presentano variazioni in seno alla “regione Europa”. In Francia, ad esempio, tra il 2000 e il 2015, sono raddoppiati da 47 a 70 casi ogni 100.000 persone, a fronte di un incremento dell’11% registrato in media nell’UE.

12 settembre 2018
di intermedianews
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OMS: “Gli europei vivono di più ma sono in sovrappeso e fumano troppo”

Roma, 12 settembre 2018 – Gli abitanti del Vecchio Continente vivono di più e più in salute, e hanno guadagnato un anno di vita negli ultimi cinque anni. E’ quanto sostiene l’ultimo rapporto sullo stato di salute del continente, pubblicato dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che avverte però sulle numerose disparità tra mi paesi e all’interno degli stessi, un problema che riguarda anche l’Italia. Secondo il documento, che monitora i progressi fatti nei 53 paesi monitorati riguardo agli obiettivi di salute per il 2020, l’Europa sta andando meglio del previsto nella riduzione della mortalità per le principali cause non infettive, dal diabete all’obesità, con un calo del 2% annuo, superiore all’1,5% richiesto. Tuttavia il tasso di fumatori rimane il più alto del mondo, con una persona su tre sopra i 15 anni che fuma, e metà della popolazione è sovrappeso o obesa, con un trend in salita. “Il rapporto mostra che la maggior parte dei paesi sta facendo passi significativi – afferma Zsusanna Jakab, direttore regionale dell’OMS -. I progressi però non sono uniformi nè tra i paesi nè al loro interno, tra i generi e le diverse generazioni”. Per quanto riguarda l’Italia il documento, i cui dati si riferiscono al 2015, sottolinea come il paese abbia la seconda aspettativa di vita del continente dopo la Spagna, con buoni risultati sulla riduzione della mortalità cardiovascolare. A preoccupare gli esperti sono invece il tasso di fumatori che non scende e il tasso di obesità tra i giovani, che è il quarto in classifica fra i paesi monitorati. “Persistono anche differenze dovute allo status socioeconomico – sottolinea il documento -. Gli italiani con una educazione superiore hanno un’aspettativa di vita alla nascita quattro anni più alta di quelli che non hanno completato l’istruzione secondaria”.